Stranger Things 5, tra nostalgia e crash di Netflix: l'inizio della fine

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C'è un che di dissonante, nelle prime immagini dell'attesa quinta stagione di "Stranger Things", dove la nostalgia per gli anni Ottanta, cifra stilistica irrinunciabile della serie, si scontra con un'oscurità senza precedenti. Hawkins, ormai, non è più la piccola città che era: è militarizzata, stretta nella morsa di un Sottosopra che invade progressivamente la realtà e tenuta in ostaggio da Vecna, la cui minaccia pare più concreta e pervasiva che mai. Solo ritrovando quello spirito d'infanzia, che sembrava perduto, il gruppo può tentare l'ultima, disperata sfida; un'impresa che i protagonisti, come rivelano le anticipazioni, hanno affrontato preparandosi per lo scontro finale annunciato dal climax della stagione precedente.

Un viaggio epico e intimo

Millie Bobby Brown e David Harbour, alla vigilia del lancio dell'ultimo capitolo, hanno guardato a ritroso su un percorso umano e professionale che, come dimostra questa stagione, si è concluso con un evento al contempo "epico e intimo". Questo dualismo, del resto, sembra permeare l'intera narrazione, sospesa tra la dimensione corale della battaglia per la salvezza del mondo e i drammi personali di ciascun personaggio, le cui vicende si intrecciano in maniera inscindibile con il destino di Hawkins. La puntata otto, in particolare, stando a quanto trapelato, viene descritta con il richiamo a "Cappuccetto Rosso", suggerendo un percorso di crescita e di confronto con il pericolo che va ben oltre la semplice metafora.

Il cliffhanger e il crash del sistema

A dieci minuti dall'inizio della fine, però, qualcosa è andato storto. La piattaforma Netflix, infatti, è andata in crash sotto il peso delle richieste, con le lancette di Downdetector che sono schizzate in alto, spinte da oltre quattordicimila segnalazioni di utenti impossibilitati a connettersi. Un inconveniente tecnico che, se da un lato ha frustrato le attese di molti, dall'altro ha dimostrato l'enorme impatto culturale dell'opera, capace di mettere in difficoltà persino un colosso dello streaming. Una volta ripristinato il servizio, il pubblico ha potuto assistere al Volume 1, il quale si è concluso con un colpo di scena sconvolgente, un cliffhanger che lo stesso Noah Schnapp ha prontamente commentato, senza però svelarne i retroscena più intricati.

La narrazione oltre lo schermo

La volontà di immergere il pubblico nel mondo della serie, del resto, non si è limitata alle sole vicende narrate sullo schermo. La produzione ha infatti deciso di spingersi oltre, estendendo l'universo di "Stranger Things" fino alle linee telefoniche reali: il numero presente sul volantino di Undici, quello che i personaggi utilizzano nella finzione, funziona davvero. E se qualcuno prova a chiamare, viene proiettato in un'esperienza interattiva che promette di colmare l'attesa tra un volume e l'altro, aggiungendo un tassello in più a quella che si conferma essere non solo una serie televisiva, ma un fenomeno di portata globale.

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