Stranger Things 5, tra nostalgia e il crollo di Netflix per l'ultima battaglia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le lancette di Downdetector, come riportano diverse segnalazioni, sono schizzate in alto a pochi minuti dall'inizio della fine, con l'apparato tecnico della piattaforma che non ha retto all'assalto del pubblico. Un crash tecnico, quel "Something went wrong" divenuto virale, che ha paradossalmente sottolineato l'attesa febbrile per un evento capace di unire, in un unico momento, epicità e intimità, come hanno sottolineato i protagonisti durante le presentazioni. Un viaggio umano e professionale, quello di Millie Bobby Brown e David Harbour, che si riflette pienamente nell'ultimo atto della serie.

Hawkins militarizzata e la kryptonite di Undici

La narrazione, che intreccia in maniera ormai indissolubile la nostalgia per gli anni Ottanta a tonalità visive e narrative decisamente più cupe, dipinge una Hawkins trasformata in un avamposto militarizzato, dove il Sottosopra sta invadendo la realtà e Vecna mantiene la città in un ostaggio psicologico. In questo panorama disperato, al gruppo non resta che tentare l'ultima sfida, ritrovando quello spirito dell'infanzia che sembrava perduto. Emerge con forza, tuttavia, una vulnerabilità inattesa nel personaggio di Undici, la cui forza telecinetica si rivela un'arma a doppio taglio. L'eroina, interpretata da Millie Bobby Brown, non è più imbattibile e deve guardarsi le spalle, scoprendo di possedere una sorta di "kryptonite" che la trasforma da risorsa a potenziale minaccia all'interno della strategia per sconfiggere il leader della dimensione parallela.

La colonna sonora come personaggio narrativo

La serie, che ha da sempre elevato la scelta musicale a elemento caratterizzante della propria identità, conferma il suo talento assoluto nel selezionare brani in grado di definire le atmosfere e di esplodere in popolarità, come accadde in modo epico con "Running Up That Hill" di Kate Bush. La quinta stagione, pur nel suo svolgersi più oscuro, non rinuncia a queste inaspettate ma gradite variazioni di tono, attingendo ancora una volta a un repertorio che spazia dal rock al pop dell'epoca, e che include, tra gli altri, pezzi dei Clash, dei Police e dei Metallica. Le canzoni, che sono state annunciate, non fanno dunque solo da sfondo ma contribuiscono attivamente a scandire il ritmo e le emozioni di una battaglia che è, al contempo, pubblica e profondamente privata.

L'equilibrio tra l'epico e l'intimo

C'è un che di dissonante, quasi da fiaba oscura, nelle prime immagini che introducono lo spettatore a questa conclusione, dove elementi di paura si mescolano a un sentimento di malinconia per un'era che sta finendo. L'evento, come è stato definito, riesce a mantenere un difficile equilibrio, unendo la vastità della minaccia globale – con la cittadina di Hawkins che diventa il campo di battaglia finale tra due dimensioni – alla dimensione intima e personale dei rapporti tra i personaggi, costretti a crescere in fretta mentre il mondo attorno a loro collassa. La puntata, che è stata al centro degli incontri con la stampa, promette di chiudere il cerchio concentrandosi su entrambi gli aspetti, senza concedere nulla alla retorica e mantenendo una tensione narrativa che non accenna a calare.

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