Mondiale a 64 squadre, Infantino apre all’aumento: "Sarà discusso dopo la Coppa del Mondo"
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Redazione Sport
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La finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina, in programma domenica 19 luglio al MetLife Stadium, non sarà soltanto l'atto conclusivo di un torneo che ha già fatto storia per il suo formato allargato a 48 squadre, ma potrebbe rappresentare anche l'ultima edizione con questo numero di partecipanti. Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha infatti aperto alla possibilità di un ulteriore ampliamento della competizione fino a 64 nazionali, un'ipotesi che, se concretizzata, stravolgerebbe completamente l'assetto del calcio mondiale e che verrà discussa ufficialmente nei prossimi mesi.
L’annuncio di Infantino e il nuovo format
A lanciare la proposta, come riportato da diverse testate internazionali, è stato lo stesso numero uno del calcio mondiale in un'intervista rilasciata al media svizzero Bluewin, nella quale ha dichiarato che l'aumento a 64 squadre rappresenta "sicuramente un tema che sarà esaminato e discusso nei comitati competenti dopo questa Coppa del Mondo". Il ragionamento di fondo, spiega Infantino, è che l'attuale formula a 48 squadre abbia dimostrato di funzionare.
"Se sono soddisfatto? Sì, al 100%! È stato un enorme successo", ha affermato il presidente, sottolineando come la maggiore inclusività abbia permesso a nazionali di ogni continente di giocarsela ad armi più pari, con un conseguente innalzamento del livello tecnico medio e un interesse globale senza precedenti.
Un torneo che divide: calendario e fusi orari
Nonostante l'entusiasmo mostrato da Infantino, l'ipotesi di un Mondiale a 64 squadre solleva non poche perplessità dal punto di vista organizzativo, considerando che l'edizione del 2030 sarà già di per sé un rompicapo logistico. Il torneo, come ufficializzato dalla FIFA, si giocherà in Spagna, Portogallo e Marocco, ma per celebrare il centenario della competizione tre partite inaugurali si terranno anche in Uruguay, Argentina e Paraguay.
Con ben sei Paesi coinvolti e tre continenti interessati, i fusi orari rappresenterebbero un ostacolo quasi insormontabile per la pianificazione degli incontri e per gli spostamenti delle squadre; a ciò si aggiungerebbe la necessità di individuare un numero di stadi compreso tra i venti e i ventidue, con l'Italia che, nel frattempo, spera di potersi giocare le proprie carte per tornare a essere protagonista dopo l'esclusione di questa edizione.
La posizione di Infantino e le polemiche
Il dibattito, che inevitabilmente si infiammerà dopo la finale di domenica, è destinato a dividere non solo i tifosi ma anche le stesse federazioni. Da un lato, Infantino si è fatto portavoce di una visione del calcio sempre più globalizzata e inclusiva: "Ogni nazione dovrebbe poter sognare di partecipare al Mondiale", ha dichiarato, aggiungendo che se non si dà ai Paesi più piccoli la possibilità di partecipare, si rischia di "far perdere loro l'incentivo a continuare a migliorare".
Dall'altro lato, però, il presidente della UEFA Aleksander Ceferin si è già detto contrario alla proposta, definendola una "cattiva idea". Le critiche, che avevano già accompagnato il passaggio a 48 squadre, rischiano di intensificarsi, con i detrattori che sottolineano come l'aumento del numero di gare rischi di svuotare di significato la fase a gironi e di stressare ulteriormente i calciatori, in un calendario già oggi proibitivo.
Dalla finale alla prossima sfida
L'attenzione degli appassionati, in attesa di comprendere le sorti della nazionale italiana, è ora tutta concentrata sul grande evento di domenica, con la Spagna campione d'Europa in carica che sfida l'Argentina campione del mondo in carica in una finale che si preannuncia come una delle più spettacolari degli ultimi anni. L'idea di un ulteriore allargamento a 64 squadre rimane per ora un'ipotesi futuristica, una suggestione che però, viste le premesse, potrebbe trasformarsi in realtà molto prima del previsto.
Se la scommessa di questa edizione a 48 squadre è stata vinta, almeno secondo il suo principale promotore, quella sulla prossima potrebbe essere ancora più azzardata e, forse, ancora più rivoluzionaria.




