Tassazione crypto in Italia, la Lega riduce l'aumento
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Redazione Interno
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La recente manovra fiscale italiana, che aveva previsto un aumento significativo della tassazione sulle criptovalute, ha subito un'importante revisione grazie all'intervento della Lega. Inizialmente, l'aliquota sulle plusvalenze derivanti da cripto-attività era destinata a salire dal 26% al 42%, una misura che aveva suscitato preoccupazioni tra gli investitori e gli operatori del settore. Tuttavia, durante l'iter parlamentare, la Lega ha lavorato per correggere questa disposizione, ottenendo una riduzione dell'aumento previsto.
Nella nuova versione della norma, l'aliquota sarà incrementata al 30% a partire dal 2026, un compromesso che mira a garantire un equilibrio tra la necessità di aumentare le entrate fiscali e quella di non penalizzare eccessivamente un settore in piena espansione. La decisione di rivedere l'aumento al 42% è stata accolta con favore dagli investitori, che temevano una "stangata" fiscale capace di frenare lo sviluppo delle criptovalute in Italia.
L'Onorevole Marcello Coppo, esponente di Fratelli d'Italia, ha presentato uno degli emendamenti chiave per evitare l'aumento al 42%. Coppo ha sottolineato l'importanza di un approccio equilibrato, che tenga conto delle esigenze del mercato e delle potenzialità di crescita del settore delle criptovalute. La revisione della norma è stata possibile grazie alla collaborazione tra Lega e Fratelli d'Italia, che hanno lavorato insieme per trovare una soluzione che soddisfacesse tutte le parti coinvolte.
La manovra fiscale, attualmente in esame alla Camera, prevede anche altre modifiche rilevanti, tra cui il ritiro di correttivi su bitcoin e web tax in attesa delle riformulazioni del governo.




