Bitcoin scivola sotto i centomila dollari, il mercato crypto nel pallone

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Un'ondata di vendite, che qualcuno non ha esitato a definire di panico, ha spinto il bitcoin sotto la soglia psicologica dei centomila dollari, un livello che non veniva sfiorato dalla fine di giugno, in un contesto generale di forte incertezza che attanaglia l'intero settore delle valute digitali. La discesa, che ha toccato un preoccupante quasi 7% in un solo giorno, ha portato la regina delle criptovalute a quotazioni che non si vedevano da oltre quattro mesi, trascinando con sé nella caduta anche ether, la cui perdita ha superato abbondantemente il 10% e l'ha vista assestarsi poco sopra i tremiladuecento dollari. Il mercato, nel suo complesso, appare chiaramente in affanno, diviso tra un ottimismo di fondo per le prospettive di adozione istituzionale e le preoccupazioni immediate dettate da una regolamentazione ancora fumosa e dai segnali, non proprio rassicuranti, che provano dalle istituzioni finanziarie tradizionali.

L'incertezza regolamentare frena gli entusiasmi

A pesare sulle quotazioni, come sottolineato dall'analisi di Dovile Silenskyte, Director Digital Assets Research di WisdomTree, contribuisce in maniera decisiva il rinvio di alcune decisioni cruciali sui fondi negoziati in borsa, un ritardo causato principalmente dallo shutdown governativo che paralizza parte dell'apparato amministrativo. A questo si aggiunge il segnale della Federal Reserve, la quale ha lasciato intendere che un taglio dei tassi di interesse nel prossimo mese di dicembre potrebbe essere meno scontato di quanto il mercato avesse fino a ora sperato, una prospettiva che ha raffreddato gli animi di molti investitori. È in questo clima di attesa, per non dire di stallo, che le principali valute digitali mostrano tutta la loro vulnerabilità agli umori della finanza tradizionale e ai suoi diktat.

Bitcoin entra ufficialmente in territorio bearish

Con un calo superiore al 20% rispetto ai massimi toccati in ottobre, il bitcoin può ormai essere considerato, secondo le metriche finanziarie convenzionali, in un bear market. Il prezzo, scivolato fino a toccare quota 92.841 euro, ha registrato un ulteriore ribasso giornaliero del 5%, erodendo una capitalizzazione complessiva che si attesta ora attorno a 1,83 trilioni di euro. Il valore dell'intero ecosistema crypto, che ha perso il 4,5% scendendo a 3,12 trilioni di euro, risente pesantemente delle liquidazioni forzate delle posizioni long, le quali hanno superato la cifra di 229 milioni di euro in una sola ora e hanno sfiorato i 917 milioni di euro nell'arco delle successive ventiquattro, un dato che la dice lunga sulla pressione vendita in atto.

Le ripercussioni sul listino azionario

Le ripercussioni di questo tonfo non potevano che riverberarsi anche sulle borse valori, dove le azioni delle società più esposte al mondo delle criptovalute e della tecnologia blockchain hanno registrato performance negative già nelle negoziazioni del premercato. Il listino, insomma, ha seguito passo dopo passo la discesa del bitcoin, che ha toccato il suo minimo da fine giugno, e di ether, in calo del 2,8%, dimostrando una volta di più quanto i destini dei due mondi, quello digitale e quello tradizionale, siano ormai indissolubilmente intrecciati. La settimana si apre dunque all'insegna di una marcata volatilità, che costringe gli operatori a navigare in acque agitate, tra spinte contrastanti e scenari in divenire.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.