Carlo Calenda lancia i "volenterosi italiani" e punta a un'alleanza con Forza Italia e riformisti del Pd
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Carlo Calenda, nel suo intervento di chiusura al congresso di Azione domenica 30 marzo, ha chiamato a raccolta i "volenterosi italiani", quelli che, a suo dire, sostengono l'idea di una "Nato Europea". Un appello che esclude senza mezzi termini Matteo Salvini e Giuseppe Conte, definiti "populisti" e accomunati da una visione politica che li renderebbe, secondo Calenda, ostili a tale prospettiva. Nemmeno Matteo Renzi rientra tra i possibili alleati, avendo criticato il piano von der Leyen dopo quella che lo stesso Calenda ha ironicamente descritto come una "forte mutazione genetica".
L'obiettivo è chiaro: costruire un fronte che rompa lo schema tradizionale destra-sinistra, marginalizzando le forze più vicine a posizioni sovraniste. Un modello, ha spiegato, ispirato alla coalizione internazionale a sostegno dell'Ucraina, dove il discrimine è la fedeltà a una linea europeista. In questa prospettiva, Forza Italia – che "questa linea la tiene" – e una parte del Pd, quella riformista, diventano interlocutori privilegiati, insieme ad Azione e +Europa, mentre Iv viene esclusa per la sua opposizione al riarmo.
La mossa di Calenda riapre il dibattito sulle alleanze, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali, tra il 2025 e il 2026, in sei regioni: Campania, Puglia, Toscana, Veneto, Marche e Calabria. Un possibile asse tra Azione, Forza Italia e democratici centristi potrebbe scompaginare i piani di Elly Schlein, Matteo Renzi e Giuseppe Conte, ridisegnando gli equilibri politici.




