Natale alla reggia di Caserta tra presepi inediti e le regine che hanno segnato la storia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ultimo tratto del mandato di Tiziana Maffei, alla guida del complesso borbonico dal primo luglio del 2019, si colora di iniziative che uniscono tradizione e scoperta, in quella che è tra le mete culturali più frequentate del paese. Nei sontuosi ambienti dell’antica dimora, un paziente lavoro di riordino e ricollocazione delle collezioni ha portato alla luce, per la prima volta, un nucleo di opere destinate ad arricchire l’offerta natalizia. Sono esposte, in particolare, un curioso gruppo scultoreo noto come “dei Briganti” e una serie di statuine presepiali di manifattura siciliana, testimonianze di un artigianato che, attraverso i secoli, ha saputo raccontare il sacro con linguaggi popolari e raffinati.

Il presepe campano che illumina il Quirinale

Il legame tra la reggia e le più alte istituzioni dello stato si rafforza in questo periodo, con un prestito di eccezionale valore simbolico. Oltre quattrocento figure storiche, che qualcuno potrebbe considerare tra le più rappresentative dell’arte presepiale campana, hanno infatti raggiunto la Capitale per costituire il presepe allestito nella Sala del Mappamondo del Quirinale. Pastori, angeli e animali in terracotta, rivestiti con i preziosi tessuti prodotti a San Leucio, formano un’installazione che unisce la maestria dei plasticatori settecenteschi napoletani alla storia manifatturiera del sito casertano, in un dialogo tra sedi del potere che attraversa le epoche.

Il volto femminile del potere in una grande mostra

Accanto alle celebrazioni tradizionali, un progetto espositivo di ampio respiro si prepara a svelare un altro volto della reggia, quello legato alle figure femminili che ne hanno animato le stanze e, spesso, ne hanno orientato le sorti. “Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa” è il Titolo della mostra che avrà la sua anteprima venerdì 19 dicembre, curata da Tiziana Maffei e Valeria Di Fratta. L’esposizione, che occuperà gli spazi della Gran Galleria, si propone di indagare il ruolo spesso decisivo delle consorti reali, donne che, sebbene formalmente dotate di un’autorità limitata dalle rigide convenzioni monarchiche, seppero intessere relazioni culturali e politiche di lungo periodo.

Un percorso tra oltre duecento opere

Il percorso, che si annuncia articolato e ricco di suggestioni, presenterà al pubblico un corpus di oltre duecento opere, molte delle quali giungono da prestigiosi musei e istituzioni italiane ed europee. L’allestimento, studiato per narrare le connessioni diplomatiche costruite dalle corti attraverso le unioni dinastiche e i legami personali, permetterà di seguire le tracce lasciate da queste protagoniste. Alcune di loro, educate fin dall’infanzia a un destino di governo, altre salite al trono per una congiuntura imprevista o per un abile intrigo di palazzo, hanno comunque impresso un segno profondo nella storia, che la mostra si incaricherà di restituire attraverso dipinti, documenti e oggetti d’arte.

L’iniziativa, che inaugura un più ampio programma espositivo legato a questo tema, si configura dunque come un tassello fondamentale per la comprensione di un patrimonio non solo artistico ma anche storico, restituendo centralità a quelle figure che, dall’ombra dei troni, hanno contribuito a scrivere pagine cruciali della nostra memoria collettiva.

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