La sonda sovietica Kosmos 482 precipiterà domani, ma il rischio per la Terra è minimo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Mancano poche ore al rientro incontrollato in atmosfera della sonda sovietica Kosmos 482, che dopo 53 anni di orbita attorno alla Terra si prepara a un ultimo, rovente passaggio. Secondo le ultime stime dello Space Debris Office dell’Agenzia Spaziale Europea, l’impatto con l’atmosfera è previsto per le 8:26 di domattina, ora italiana, con un margine di incertezza di circa quattro ore e mezza. La finestra temporale, dunque, si estende dalle 4:05 alle 12:47, durante la quale i frammenti sopravvissuti all’attrito potrebbero disperdersi su un’area ancora non definibile con precisione.

Lanciata nel 1972 come parte del programma Venera, la sonda avrebbe dovuto raggiungere Venere, ma un malfunzionamento del razzo vettore ne compromise la traiettoria, lasciandola in balia dell’orbita terrestre. Con i suoi 500 chilogrammi di peso e uno scudo termico in titanio progettato per resistere a temperature estreme, Kosmos 482 è uno dei detriti spaziali più resistenti mai monitorati. Tuttavia, la maggior parte della struttura – compresi i serbatoi pressurizzati, che potrebbero essere ancora intatti – dovrebbe disintegrarsi durante la caduta.

A coordinare le operazioni di tracciamento in Europa è il Centro di Space Situational Awareness dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico, dove sensori radar e telescopi ottici seguono costantemente la traiettoria del relitto. "Il monitoraggio avviene attraverso una rete di sensori nazionali e internazionali", ha spiegato il Tenente Colonnello Claudio Gizzi, sottolineando che i dati arrivano anche da partner extraeuropei. Sebbene l’evento rientri nella categoria dei "rientri non controllati", le probabilità che i frammenti raggiungano zone abitate sono considerate trascurabili: il 70% della superficie terrestre è coperto da oceani, e gran parte delle terre emerse è disabitata.

Quello di Kosmos 482 non è un caso isolato. Solo nel 2024, sono già una dozzina i rientri di satelliti o stadi di razzi registrati, a dimostrazione di quanto il problema dei detriti spaziali stia diventando sempre più pressante. Ma mentre l’attenzione mediatica si concentra spesso sui rischi – peraltro remoti – per la popolazione, gli esperti ricordano che nessun incidente grave è mai stato causato da oggetti simili. Anche quando, come accadde nel 1978 con il satellite Cosmos 954, materiale radioattivo si sparse sul Canada, le conseguenze furono contenute grazie a tempestive operazioni di bonifica.

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