Prestazioni eccedenti, i compensi del 2024 in arrivo per le forze di polizia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Direzione Centrale per i servizi di ragioneria ha ufficializzato, senza ulteriori indugi, l'erogazione dei compensi per le prestazioni di lavoro straordinario eccedenti relative al primo trimestre del 2024, i quali, dopo un'attesa protrattasi per un lasso di tempo considerevole, troveranno finalmente collocazione nel cedolino dello stipendio di febbraio 2026. L'operazione, che procede di pari passo con la normale liquidazione delle indennità mensili per il mese di dicembre 2025, riguarda specificamente il personale della Polizia di Stato e chiude un capitolo pendente in materia di trattamento economico, mettendo a bilancio un impegno contrattuale il cui adempimento era da molti auspicato.

Un percorso amministrativo complesso per il riconoscimento dei diritti

La questione delle ore di straordinario cosiddette "in esubero", quelle cioè che superano i monti ore e i limiti individuali stabiliti, ha da sempre rappresentato un nodo intricato per l'amministrazione, la quale si è trovata a dover conciliare le esigenze operative, spesso improrogabili, con i vincoli di bilancio e le complesse procedure contabili. La liquidazione di queste prestazioni, maturate in un arco temporale così distante, evidenzia, del resto, la macchinosità di un iter che richiede verifiche puntuali e una stretta collaborazione tra i diversi uffici competenti, dalla ragioneria centrale agli uffici di contabilità periferici.

Parallelo nell'Arma dei Carabinieri per gli anni 2024 e 2025

Un analogo percorso, per quanto riguarda gli anni 2024 e 2025, è stato avviato anche per l'Arma dei Carabinieri, come ha reso noto l'USMIA attraverso il Dipartimento del Trattamento Economico. Con una circolare di gennaio 2026, il Comando Generale ha infatti comunicato l'avvio delle procedure finalizzate al pagamento delle ore di straordinario eccedente non ancora retribuite né recuperate, un risultato che l'organizzazione sindacale definisce "concreto" in termini di tutela dei diritti economici del personale. Si tratta di un intervento che, seppur in tempi diversi, segue la medesima logica di regolarizzazione postuma di impegni lavorativi che hanno superato i limiti ordinari.

L'importanza degli strumenti contrattuali e delle commissioni paritetiche

Questi sviluppi pongono in luce, inevitabilmente, il ruolo fondamentale degli strumenti di confronto tra amministrazione e rappresentanze del personale, come i tavoli ex art. 25 e le varie commissioni paritetiche istituite dal DPR 395 del 1995, che operano su materie specifiche dal vestiario alle ricompense. È all'interno di questi organismi, infatti, che vengono spesso discussi e affrontati i nodi relativi alle condizioni di lavoro, incluso il delicato tema del lavoro straordinario e della sua remunerazione, cercando di trovare un punto di equilibrio tra le necessità del servizio e i diritti acquisiti dal personale in forza.

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