Compensi ridotti per medici e infermieri gettonisti in Lombardia
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Redazione Salute
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In Lombardia, il Ministero della Salute ha stabilito un tetto massimo per i compensi dei medici e degli infermieri gettonisti, fissando il limite a 85 euro l'ora per i medici e a 28 euro per gli infermieri. Questa misura, adottata per cercare di contenere le crescenti spese sanitarie, riguarda i professionisti della sanità impiegati in modalità "on demand" per sopperire alla cronica carenza di personale nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Con la tipologia contrattuale a gettone, nelle strutture pubbliche lombarde sono stati coperti 28mila turni. Il fenomeno, esploso con la pandemia per i medici e già diffuso precedentemente tra gli infermieri, ha rappresentato un costo potenziale di 1,7 miliardi di euro per le casse pubbliche. Il decreto firmato dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, introduce nuove linee guida per l'utilizzo di questi professionisti, specificando le tariffe, i criteri organizzativi e i requisiti di qualità e sicurezza delle cure.
Il decreto Bollette (n. 34 del 30 marzo 2023) aveva già previsto misure per arginare il ricorso ai medici e infermieri gettonisti, che tra il 2019 e agosto 2023 hanno comportato una spesa potenziale di circa 1,7 miliardi di euro, drenando risorse in termini di personale e rischiando di compromettere la sicurezza delle cure. Ora, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, arrivano le linee guida del Ministero della Salute con le specifiche tecniche, i prezzi di riferimento e gli standard di qualità dei servizi medici e infermieristici da affidare a terzi in caso di necessità e urgenza da parte delle aziende e degli enti del SSN, per fronteggiare la grave carenza di organico del personale sanitario.
Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, ha espresso preoccupazione per la disparità di trattamento tra medici e infermieri, definendola spropositata. Ha inoltre sottolineato che le nuove tariffe per gli infermieri gettonisti rappresentano solo un accorgimento temporaneo, che non risolverà i reali deficit del sistema sanitario.




