Afragola, il dolore dei genitori e gli ultimi sviluppi sull’omicidio di Martina Carbonaro
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Redazione Interno
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La madre di Martina Carbonaro, la diciassettenne uccisa a colpi di pietra ad Afragola, non smette di piangere. Ripensa a quando la madre di Alessio Tucci, il ragazzo che aveva accolto come un figlio e che oggi è accusato dell’omicidio, l’aveva avvertita: «Stai attenta ai social, qualcuno può uccidere». Parole che oggi suonano come una tragica premonizione. Il padre di Alessio, invece, chiede «scusa al mondo», sostenendo che «non ce lo saremmo mai aspettati» e che suo figlio «è un bravo ragazzo». Promette di non abbandonarlo, nonostante la confessione.
Martina, che frequentava l’istituto alberghiero Torrente, aveva deciso di lasciare Alessio, ma lui non l’aveva accettato. «Geloso, possessivo lo era», racconta Sara, sua compagna di banco. Carla, un’amica, le ha dedicato un messaggio straziante sui social: «Sono felice di averti dato l’ultimo saluto, non sapevo però che fosse l’ultimo».
Dall’inchiesta emergono particolari agghiaccianti. Dopo aver colpito Martina più volte con una pietra, Alessio avrebbe nascosto il corpo in un armadio in un casolare, cancellando le chat dal suo telefono per eliminare ogni traccia dei loro litigi. Quel pomeriggio del 26 maggio, Martina era uscita con Carla prima di incontrare Alessio, che poi l’avrebbe uccisa. C’è il sospetto che fosse ancora viva quando lui l’ha lasciata lì, cambiandosi d’abito e raggiungendo gli amici come se nulla fosse.




