Sanità, il piano di Decaro contro le liste d'attesa e le prime reazioni politiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il primo atto formale del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, si concentra, come annunciato, sul nodo sanitario delle liste d’attesa, un provvedimento messo a punto nel corso di una riunione tecnica cui hanno preso parte i vertici amministrativi e gli specialisti del settore. Il documento, che dovrebbe essere approvato nelle prossime ore, punta a un abbattimento dei tempi, un obiettivo che Decaro aveva indicato come prioritario sin dalla proclamazione elettorale, affrontando secondo quanto trapela i punti più critici del sistema senza ambiguità. La sua immediata operatività, per quanto in via sperimentale, segna una volontà di intervenire rapidamente su una questione che da anni affligge i cittadini, tentando di scardinare meccanismi di attesa spesso lunghi e farraginosi.

Il plauso di Amati e il ricordo di una proposta simile

Tra i primi a esprimere un sostegno netto all’iniziativa è il consigliere regionale Fabiano Amati, il quale, pur senza avere ancora analizzato il testo integrale, ne ha lodato l’impostazione diretta. “Solo con la lampada della verità”, ha osservato nel suo comunicato, “si riesce a bruciare barbe e parrucche”, una metafora che richiama la necessità di chiarezza e coraggio politico. Amati ha colto l’occasione per rievocare, non senza una punta di amarezza, una sua precedente proposta di legge che, come ha sottolineato, “con parole diverse, diceva le stesse cose” ma che fu bocciata, comportando per lui, a suo dire, non trascurabili costi politici. Un sostegno, il suo, che si trasforma anche in un implicito monito sulla difficoltà di innovare un apparato consolidato.

La critica dura dell'opposizione di Fratelli d'Italia

Ben diverso è il tono usato dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, il quale, in una nota ufficiale, ha definito il provvedimento uno “scaricabarile” sulle Asl e sulla categoria medica, sostenendo che “la montagna non ha partorito neppure un topolino”. Secondo l’opposizione di centrodestra, infatti, le misure prospettate in via sperimentale non rappresenterebbero una novità, essendo già previste nel funzionamento ordinario della sanità regionale, dal monitoraggio delle prescrizioni diagnostiche fino alla regolamentazione dell’attività intramoenia. Una critica che mira a sminuire la portata dell’intervento, dipingendolo come un’operazione di facciata che non introduce elementi realmente innovativi, ma che anzi dimostrerebbe, a loro avviso, una conoscenza approssimativa della macchina sanitaria pugliese.

Lo sfondo politico della nuova giunta regionale

L’avvio dell’attività legislativa avviene nel solco di un consiglio regionale la cui composizione è stata ormai definita, con la proclamazione ufficiale dei cinquanta consiglieri da parte dell’ufficio centrale elettorale, senza variazioni rispetto ai dati dello spoglio. Il centrosinistra, che sostiene il presidente Decaro, dispone di ventinove seggi, mentre all’opposizione ne spettano ventuno, una distribuzione che lascia presagire un confronto serrato sulle politiche da attuare, a cominciare proprio da quelle sanitarie. In questo quadro, l’attenzione resta alta sull’evolversi delle iniziative governative, in attesa di eventuali ricorsi che potrebbero, seppur improbabilmente, modificare i numeri dell’assemblea.

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