MacKenzie Scott, oltre 7 miliardi in donazioni nel 2025, e la svolta per il lago ex Snia a Roma
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mentre l’anno volge al termine, imponendo un bilancio su quanto compiuto, la filantropa MacKenzie Scott, co-fondatrice di Amazon e terza donna più ricca al mondo, rende noto di aver devoluto, nel solo 2025, la somma di 7,1 miliardi di dollari a organizzazioni non profit. La scrittrice, il cui patrimonio deriva in larga parte dalle azioni Amazon ottenute dal divorzio con Jeff Bezos – dal quale è stata legata dal 1993 al 2019 –, ha perseguito con metodo la sua missione, incentrata in particolare sul sostegno all'educazione, senza tuttavia limitarsi a essa. In un saggio pubblicato online, la Scott, che lo scorso anno aveva donato 2,6 miliardi dopo i 2,1 del 2023, ha osservato come "qualsiasi cifra in dollari non rappresenti che una frazione minuscola dei segni di solidarietà" effettivamente condivisi, spostando dunque l’attenzione dal mero dato economico, per quanto eclatante, alla rete di relazioni che le donazioni intendono sostenere.
Una filantropia silenziosa e senza condizioni
La sua modalità di azione, che la distingue nel panorama della beneficenza internazionale, si caratterizza per donazioni ingenti e senza condizionalità, consegnate spesso in modo discreto a enti selezionati da un team di advisor. Questo approccio, che evita lunghe trattative e burocrazia, ha generato un impatto immediato su centinaia di organizzazioni, molte delle quali operano in settori trascurati dai grandi filantropi. Il capitale della Scott, stimato ancora oltre i 40 miliardi, continua dunque a ridistribuirsi a un ritmo accelerato, trasformando radicalmente, e in tempi brevissimi, la geografia delle sue disponibilità finanziarie personali.
Roma Est e la memoria per il lago dell'ex Snia
In un contesto completamente diverso, ma ugualmente significativo per la tutela del territorio, la Giunta di Roma Capitale ha approvato una memoria che impegna l'amministrazione all'acquisto di trentamila metri quadri di area adiacente al lago dell'ex Snia, al fine di ampliare il "parco delle Energie". La decisione, definita dalla consigliera regionale Eleonora Mattia "un esempio virtuoso di cooperazione tra istituzioni e movimenti", costituisce un passaggio decisivo per la salvaguardia di quel quadrante di Roma Est, a lungo oggetto di mobilitazioni civiche. La formalizzazione dell'intento di acquisto, che aggiungerebbe tre ettari al polmone verde esistente, rappresenta l'esito di un percorso in cui le istanze popolari sono state recepite e tradotte in un atto concreto di pianificazione.
Due modelli di impegno per il bene comune
Sebbene separati da scale e strumenti incomparabili, i due fatti – la dilagante filantropia della miliardaria e la definizione di uno strumento urbanistico per un lago nato dall'abbandono industriale – pongono entrambi l'accento sulla capacità di destinare risorse, siano esse finanziarie o politiche, a beni collettivi. L'uno agisce attraverso la privatissima disponibilità di una fortuna personale, l'altro mediante il lento ma fondamentale meccanismo delle istituzioni locali, chiamate a rispondere a una domanda di qualità ambientale e di spazio pubblico. In entrambi i casi, si tratta di processi che, superate le fasi delle mere dichiarazioni d'intenti, hanno prodotto risultati tangibili e misurabili nell'anno in corso.




