MacKenzie Scott, da Amazon alla filantropia: la rivoluzione silenziosa dietro il matrimonio Bezos

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre Jeff Bezos e Lauren Sánchez celebrano in Sicilia la luna di miele più costosa dell’anno, tra abiti ispirati alla Dolce Vita e yacht ormeggiati in lagune private, l’altra metà di uno dei divorzi più celebri della storia continua a scrivere la sua pagina lontano dai riflettori. MacKenzie Scott, che nel 2019 ottenne un accordo da oltre 35 miliardi di dollari dopo la separazione dal fondatore di Amazon, ha scelto una strada diversa: quella della filantropia aggressiva e senza clamore, lontana dai matrimoni da 50 milioni di euro e dai couture di DolceGabbana.

Se Bezos, che ha imparato la lezione dopo il primo divorzio, ha blindato le nozze con Sánchez con un prematrimoniale definito "dettagliatissimo" dagli esperti, Scott ha preferito smantellare la sua fortuna pezzo per pezzo, donando oltre 16 miliardi a fondazioni, università e organizzazioni per i diritti civili. Senza cerimonie, senza hashtag. Un approccio che contrasta con lo sfarzo veneziano del suo ex marito, dove Kim Kardashian – tra lacrime e confessioni su Instagram – ha parlato di "amore meritato", mentre i critici contestavano lo spreco in un’epoca di crisi globale.

Quella di Scott è una filantropia senza nomi sulle biblioteche o sulle ali degli ospedali, come invece accade spesso tra i miliardari. I suoi fondi, distribuiti a gruppi spesso marginalizzati, hanno sostenuto cause come l’equità razziale e l’accesso all’istruzione, senza richiedere rendiconti complessi né condizioni. Una scelta che alcuni definiscono anarchica, altri rivoluzionaria. Intanto, a Venezia, il sipario si è chiuso su tre giorni di feste in pigiama e champagne riversato tra calli deserte, mentre in tribunale – dove un tempo si discuteva la divisione dei miliardi di Amazon – oggi si archiviano le ultime dispute legali minori.

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