Venezia, tra proteste e lusso: il matrimonio di Bezos accende il dibattito
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Redazione Economia
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Mentre la città si prepara a ospitare le nozze di Jeff Bezos e Lauren Sanchez, previste tra il 26 e il 28 giugno, le polemiche non accennano a placarsi. L’evento, che vedrà la presenza di oltre 200 invitati vip, ha riacceso il confronto sul ruolo di Venezia, sempre più trasformata in una meta esclusiva per celebrazioni da sogno, spesso a discapito di chi la vive quotidianamente.
Non è un caso che proprio in piazza San Marco, cuore simbolico della città, gli attivisti di Greenpeace Italia e del collettivo britannico Everyone Hates Elon abbiano scelto di lanciare il loro messaggio. Lo striscione di 400 metri quadrati, con la scritta “Se puoi affittare Venezia per il tuo matrimonio, allora puoi pagare più tasse”, è solo l’ultimo atto di una serie di proteste che denunciano l’appropriazione degli spazi pubblici da parte di élite globali. Un tema non nuovo, ma che negli ultimi anni ha assunto toni più aspri, complici i numerosi casi di residenti costretti a lasciare il centro storico per far posto a turisti e magnati.
I festeggiamenti, organizzati con un riserbo quasi maniacale, hanno alimentato curiosità e malumori. Sebbene la data esatta della cerimonia rimanga ignota, si sa che gli ospiti riceveranno in dono oggetti in vetro soffiato realizzati da Laguna B, un’eccellenza artigianale locale. Un dettaglio che, per alcuni, suona come un tentativo di “comprare” il legame con il territorio, mentre altri vi leggono una forma di sostegno all’economia lagunare.
Intanto, la logistica dell’evento – con motoscafi noleggiati e aree riservate – ha riportato alla luce il dibattito sull’accessibilità della città. Venezia, già alle prese con il ticket d’ingresso per i visitatori giornalieri, sembra oscillare tra due estremi: da un lato, la necessità di tutelare il suo fragile ecosistema urbano; dall’altro, il rischio di diventare un parco tematico per pochi.




