Jannik Sinner, il ko di Doha con Mensik allunga il distacco da Alcaraz e riapre il confronto con Djokovic
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Dopo la delusione australiana, un'altra battuta d'arresto. Jannik Sinner, il numero due del ranking mondiale e detentore del Titolo, saluta il torneo ATP 500 di Doha ai quarti di finale, sconfitto da un sontuoso Jakub Mensik con il punteggio di 7-6 (7-3), 2-6, 6-3. Il ventenne ceco, n. 16 del mondo e sesta testa di serie del tabellone qatariota, ha imbrigliato il gioco dell'azzurro con una prestazione al servizio semplicemente devastante, specialmente nei momenti cruciali dell'incontro, annullando quattro palle break nel terzo game del primo set e concedendo pochissimo nelle fasi calde del match -1-5-6.
La partita, della durata di due ore e dieci minuti, ha visto un Sinner partire bene, capace di reagire e di pareggiare il conto dei set dopo aver concesso il primo parziale al tie-break, ma è nel terzo set che la partita ha preso una piega definitiva: un break subito in apertura, unito alla difficoltà di incidere in risposta su una prima di servizio che viaggiava a percentuali altissime, ha spento le speranze di rimonta dell’altoatesino -5. Questa eliminazione rappresenta la seconda sconfitta consecutiva per Sinner sul cemento, se si esclude il ritiro di Shanghai contro Griekspoor, dopo quella patita in semifinale agli Australian Open per mano di Novak Djokovic; un dato, questo, che fotografa un momento di flessione per un tennista abituato a standard di rendimento elevatissimi -4-8.
I numeri del dopo Melbourne e l'allungo dello spagnolo
La sconfitta a Doha ha inevitabili ripercussioni anche in classifica. Già l'eliminazione in semifinale nello Slam di Melbourne, dove Sinner era campione in carica e dove Carlos Alcaraz ha invece trionfato, aveva comportato un pesante salasso in termini di punti: l’azzurro ne ha persi 1200, scivolando a quota 10.300, mentre il murciano, forte del suo primo titolo agli Australian Open, è salito a 13.650, portando il divario a 3.350 lunghezze. Il ko in Qatar non fa che cristallizzare questa situazione, impedendo a Sinner di recuperare terreno in ottica numero uno. Anzi, la contemporanea vittoria di Alcaraz in semifinale contro Andrey Rublev (7-6, 6-4) ha permesso allo spagnolo di allungare ulteriormente, portando il vantaggio a 3.030 punti nella classifica live, con la concreta possibilità di incrementarlo ulteriormente qualora dovesse conquistare il titolo nell'emirato contro Arthur Fils, finalista a sorpresa. Il dato è impietoso: complice il suo cammino e i risultati di Sinner, la distanza tra i due si è allargata a dismisura nelle ultime settimane.
L’analisi di Bertolucci e l’ombra dei cinque set
Nel dibattito che ne è seguito, ha fatto discutere l'analisi di Paolo Bertolucci, ex tennista e commentatore tecnico. Osservando la prestazione di Sinner, Bertolucci ha voluto allargare lo sguardo oltre la singola partita con Mensik, individuando un possibile filo rosso che legherebbe le ultime uscite dell'azzurro. “Se vediamo il 5° set perso con Djokovic e il 3° con Mensik...”, ha dichiarato, quasi a voler sottolineare come in entrambe le occasioni Sinner abbia accusato un calo proprio nelle fasi conclusive degli incontri, quei frangenti in cui la partita si fa più stretta e le gerarchie dovrebbero imporsi. Una riflessione che sposta l'attenzione dalla mera sconfitta alla tenuta fisica e mentale nei momenti decisivi, elementi che hanno sempre contraddistinto il suo tennis e che, in queste due uscite, sono venuti meno contro avversari, pur fortissimi, che hanno saputo alzare il loro livello quando serviva.
La reazione dell'azzurro tra autocritica e consapevolezza
Jannik Sinner, dal canto suo, non cerca alibi e affronta il momento con la serenità e la schiettezza che lo contraddistinguono. “In passato ho attraversato momenti ancora più difficili. So come riprendermi”, ha dichiarato a caldo dopo il match con Mensik, riconoscendo i meriti del suo avversario (“Jakub ha giocato e servito davvero bene”) e ammettendo di non essere al massimo della condizione. Il suo è un approccio pragmatico: “Ogni giocatore affronta alti e bassi. Ho avuto due anni incredibili e ora sto attraversando un piccolo momento di crisi, ma non è qualcosa che mi preoccupa. So che posso giocare un tennis migliore”. Una consapevolezza che lo porta a guardare avanti, ai prossimi impegni, con la testa già proiettata al lavoro e ai tornei americani di Indian Wells e Miami, tappe fondamentali per ritrovare sensazioni e continuità in vista della stagione su terra battuta, con Roland Garros come uno degli obiettivi principali dell'anno.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
