Milan, Leao in gruppo per il Napoli: l'attacco punta su Gimenez
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Redazione Sport
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Le condizioni di Rafael Leao sono il fulcro della vigilia del big match tra Milan e Napoli. L'attaccante portoghese ha partecipato regolarmente all'ultimo allenamento a Milanello, facendo ben sperare per la sua convocazione. La sua presenza, se confermata, rappresenterebbe un indubbio vantaggio qualitativo per il reparto offensivo rossonero.
Lo stato di forma di Leao
Tuttavia, la sua inclusione in gruppo non garantisce minuti di gioco significativi. L'allenatore Massimiliano Allegri ha mantenuto un approccio cauto, sottolineando la necessità di valutare con attenzione l'autonomia atletica del giocatore, fermo da diverse settimane a causa di un trauma elongativo al polpaccio destro.
Il dilemma del centrocampo
Mentre l'undici titolare del Milan appare definito in molti ruoli, l'unico reale interrogativo risiede nel centrocampo. La scelta del terzo uomo di reparto, accanto ad Adrien Rabiot e Luka Modric, è l'ultimo tassello tattico da sistemare. Una decisione che influenzerà il baricentro della squadra e la sua capacità di controllare il gioco in una partita dove il possesso palla potrebbe rivelarsi decisivo.
L'attacco con Gimenez protagonista
In attacco, l'eventuale spezzone di gara che Leao potrà coprire suggerisce una riorganizzazione del reparto, con Santiago Gimenez pronto a ricoprire un ruolo da protagonista. Il messicano, le cui doti di finalizzatore sono ben note, rappresenta il riferimento più fisico e centrale, un perno attorno al quale far ruotare gli inserimenti degli altri elementi.
La minaccia offensiva del Milan
La possibile compresenza, seppure per tratti limitati, di talenti come Rafael Leao e Christopher Nkunku, aprirebbe scenari offensivi di notevole pericolosità, costringendo la difesa del Napoli a una vigilanza costante su più fronti. Un'immagine divenuta virale sui social, che ritraeva Leao accerchiato da sei calciatori azzurri in un recente confronto, cristallizza perfettamente la sua capacità di attirare marcatori e di creare spazi per i compagni, un'arma della quale il Milan ha dolorosamente dovuto fare a meno.




