Fisioterapia respiratoria per Papa Francesco: cos'è e i tempi di recupero

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Papa Francesco, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dal 14 febbraio per una polmonite bilaterale, sta affrontando un percorso di fisioterapia respiratoria, come confermato dall’ultimo bollettino medico della Santa Sede. Questa terapia, che prevede esercizi specifici per il ripristino della funzionalità polmonare, mira a “rieducare” i polmoni al loro normale funzionamento dopo l’infiammazione acuta causata dalla malattia. Nonostante il miglioramento delle condizioni cliniche, il quadro resta complesso, e i medici hanno sottolineato la necessità di ulteriori giorni di stabilità prima di poter sciogliere la prognosi.

La fisioterapia respiratoria, che il Pontefice sta seguendo, è una pratica riabilitativa che si concentra sul potenziamento della capacità polmonare, spesso compromessa da patologie come la polmonite. Attraverso tecniche specifiche, tra cui esercizi di respirazione e l’uso di dispositivi medici, si cerca di migliorare l’ossigenazione del sangue e di ridurre la fatica respiratoria. Nel caso di Papa Francesco, 86 anni, l’obiettivo è quello di ripristinare una respirazione efficiente, evitando complicazioni a lungo termine.

Il bollettino del 27 febbraio, diffuso dalla Sala stampa vaticana, ha confermato che il Papa è uscito dalla fase critica della malattia, ma ha ribadito la necessità di ulteriore cautela. “Le condizioni cliniche del Santo Padre si confermano in miglioramento”, si legge nel comunicato, che però aggiunge come “la complessità del quadro clinico richieda ancora giorni di osservazione”. Questo suggerisce che, nonostante i progressi, il decorso della polmonite bilaterale abbia presentato sfide significative, legate anche all’età avanzata del Pontefice.

Tra le terapie somministrate, spicca l’uso della ventimask, un dispositivo per l’ossigenoterapia ad alti flussi. Come spiegato dall’infettivologo Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, questo strumento offre un’ossigenazione più efficace rispetto ai caschi utilizzati durante la pandemia di Covid-19, garantendo una perfusione ottimale e riducendo lo sforzo respiratorio. La scelta di questo dispositivo riflette l’attenzione dei medici verso un approccio terapeutico mirato e personalizzato, adatto alle specifiche esigenze del paziente.

Il ricovero di Papa Francesco, iniziato il 14 febbraio, ha tenuto il mondo con il fiato sospeso, anche per la sua età avanzata e per la storia clinica del Pontefice, che include un precedente intervento chirurgico al colon nel 2021. La polmonite bilaterale, una condizione che colpisce entrambi i polmoni, rappresenta un rischio significativo, soprattutto per pazienti anziani, rendendo il percorso di recupero più lento e articolato.

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