Ostia, un 19enne muore accoltellato dopo una lite: fermato un sospettato
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Redazione Interno
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La vita di Simone Schiavello, diciannove anni appena compiuti, si è spenta giovedì sera, poco prima delle nove, nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Camillo, dove era stato trasportato in codice rosso dopo un'aggressione che, fin dai primi momenti, aveva lasciato poche speranze. L'episodio, che ha portato via un ragazzo nel fiore degli anni, risale alla sera precedente, mercoledì 15 ottobre, quando le strade del quartiere Ostia Nuova sono diventate il teatro di una lite sfociata in tragedia. Nonostante i tentativi dei sanitari dell'ospedale Grassi, i quali avevano inizialmente tentato di rianimarlo, le sue condizioni sono apparse subito così gravi da rendere necessario un trasferimento d'urgenza verso una struttura dotata di un reparto di chirurgia vascolare all'avanguardia, nella vana ricerca di una soluzione a una ferita che si era rivelata letale.
Il luogo dell'aggressione
La dinamica dello scontro, che ha visto coinvolte più persone, si è sviluppata in via Antonio Forni, per la precisione al civico 22, una zona vicina all'incrocio con via Umberto Cagni che le forze dell'ordine conoscono bene per essere frequentata da individui dediti ad attività illecite, tra le quali lo spaccio di sostanze stupefacenti. È proprio in quel contesto, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, che il diverbio sarebbe nato per motivi legati alla compravendita di droga, un dettaglio che delinea un quadro in cui la violenza è spesso una triste compagna di giri d'affari clandestini. La rissa, scoppiata all'improvviso, ha rapidamente preso una piega drammatica, trasformando una lite in un episodio di sangue che ha privato la famiglia Schiavello di un figlio.
La dinamica della ferita mortale
Durante l'accesa colluttazione, Simone ha ricevuto diverse coltellate, tre in totale, ma una di esse, inferta con particolare violenza, è risultata fatale avendo reciso l'arteria femorale della gamba. Quel colpo singolo, preciso e profondamente ferino, ha causato una emorragia incontrollabile che, nonostante i successivi sforzi medici, ha portato a un esito contro il quale la scienza non ha potuto nulla. La gravità del danno vascolare, del resto, è tale da non lasciare scampo se non intervenendo in tempi brevissimi e in condizioni ideali, elementi che, purtroppo, nella concitazione di quelle ore non si sono rivelati sufficienti a salvare il giovane, il quale ha lottato per un intero giorno aggrappandosi a un filo di vita sempre più sottile.
L'indagine e l'uomo fermato
Sul caso, che ha scosso profondamente l'intero litorale romano, è immediatamente scattata un'inchiesta da parte della squadra mobile, la quale, setacciando il quartiere e raccogliendo le prime testimonianze, ha portato all'identificazione e alla successiva fermata di un uomo, già noto agli investigatori, considerato il principale sospettato per l'omicidio. Le attività di polizia giudiziaria si sono concentrate proprio attorno alla pista che lega l'accaduto a questioni di droga, un filone che appare il più solido e che guida le operazioni per ricostruire ogni passaggio di quella sera, compreso il movente e la successiva fuga del presunto aggressore, il quale dovrà ora rispondere di una accusa gravissima.




