Hamilton terzo in qualifica a Shanghai, la Ferrari accorcia ma la strada è ancora lunga
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Redazione Sport
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La sessione di qualifica del Gran Premio di Cina, andata in scena sul tracciato di Shanghai, ha restituito segnali contrastanti per la Ferrari, con Lewis Hamilton capace di inserirsi in seconda fila accanto al compagno di scuderia Charles Leclerc, ma al contempo consapevole del divario ancora esistente dalla Mercedes. Il sette volte campione del mondo, chiudendo con il terzo tempo, ha dovuto prendere atto della superiorità espressa dalle frecce d'argento, che per l'occasione hanno piazzato entrambe le proprie vetture davanti a tutti, con il giovane Andrea Kimi Antonelli a conquistare una pole storica, la prima in carriera, e George Russell a completare una prima fila tutta tedesca nonostante un problema tecnico accusato nella fase conclusiva della Q3. Il distacco subito da Hamilton, circa trecentosessantuno millesimi dal tempo di riferimento, rappresenta un dato incoraggiante se paragonato al quasi secondo di ritardo patito in Australia, ma lo stesso pilota inglese, con la consueta onestà intellettuale, ha invitato alla prudenza nell'interpretare questi numeri.
Un recupero da interpretare con cautela tra prestazione e anomalie tecniche
La scuderia di Maranello, e in particolare Lewis Hamilton, può trarre soddisfazione dal lavoro svolto nell'arco di pochi giorni, considerando che il gap dalle Mercedes si è più che dimezzato rispetto al primo fine settimana stagionale. Se Melbourne aveva mostrato un distacco di circa otto decimi, la pista cinese, con le sue caratteristiche e i suoi lunghi rettilinei che favoriscono il recupero di energia, ha permesso alle SF-26 di portarsi a soli trecentosessantuno millesimi dalla vetta. Hamilton, nel dopogara, ha però voluto specificare come la prestazione del team anglo-tedesco vada valutata nella sua interezza, menzionando le difficoltà incontrate da George Russell nell'ultimo segmento delle qualifiche – il suo compagno di squadra ha accusato un problema al cambio che ne ha limitato l'operato – e ipotizzando come, in condizioni di piena normalità, il tempo di riferimento per la pole avrebbe potuto essere ancor più competitivo. Il pilota della Ferrari ha inoltre ironizzato sul cosiddetto "party mode" della Mercedes, un particolare regime di funzionamento del motore che in passato garantiva un surplus di prestazione sul giro secco, lasciando intendere come forse a Shanghai la scuderia rivale non abbia sfruttato appieno il potenziale della propria power unit.
Antonelli protagonista assoluto, la Rossa insegue ma Leclerc rilancia
La vera nota lieta del fine settimana, al di là dei colori e delle gerarchie in pista, risponde al nome di Andrea Kimi Antonelli: il diciannovenne bolognese, al suo secondo Gran Premio in carriera, ha infranto ogni record diventando il più giovane poleman nella storia della Formula 1, strappando la prima posizione a un compagno di squadra più esperto e messosi alle spalle due mostri sacri come Hamilton e Verstappen. Lewis, interpellato sulla prestazione del suo erede in Mercedes, non ha lesinato complimenti, definendo Kimi un ragazzo fantastico e sottolineando come l'ambiente di Brackley sia il contesto ideale per la sua crescita professionale e umana. Per Hamilton, nonostante la dritta data alla Rossa, l'obiettivo resta la vittoria finale, ma con i piedi ben saldi a terra: il divario sul passo gara, a suo dire, potrebbe essere ancora compreso tra i quattro e i sei decimi, un'asticella difficile da scavalcare se non attraverso una strategia azzardata o una partenza perfetta. Charles Leclerc, quarto e autore di una qualifica in crescendo, ha ammesso di non amare particolarmente le caratteristiche del circuito di Shanghai, pur ribadendo la volontà del team di puntare al gradino più alto del podio nella domenica di gara, forte di un miglioramento che sembra aver ridato smalto e competitività al progetto tecnico della scuderia italiana.




