Ferrari cerca riscatto a Suzuka dopo il disastro di Shanghai
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Redazione Sport
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Mentre la Formula 1 si prepara ad affrontare il terzo round della stagione, la Ferrari arriva a Suzuka con l’urgenza di voltare pagina dopo il disastroso weekend di Shanghai, dove le due SF-25 sono state squalificate per irregolarità tecniche. Un colpo durissimo per il team di Maranello, che pure aveva visto Lewis Hamilton trionfare nella sprint race, unico raggio di sole in una gara altrimenti fallimentare.
Fred Vasseur, team principal della Scuderia, mantiene un profilo basso ma non nasconde l’obiettivo: sfruttare finalmente il potenziale della monoposto, che finora non è riuscita a esprimersi come previsto. Le problematiche legate all’altezza da terra, cruciali per l’aerodinamica, hanno limitato le prestazioni di Charles Leclerc e Hamilton, lasciando la squadra in una posizione di difesa anziché di attacco.
Quello di Suzuka è un appuntamento storico, il 39° Gran Premio del Giappone, il 35° disputato sul celebre tracciato a forma di otto. Mai, però, la corsa nipponica era arrivata così presto nel calendario: solo nel 1994 una gara in terra giapponese si era corsa in aprile, ma si trattava del Gran Premio del Pacifico, svoltosi sul circuito di Aida, oggi Okayama. Un dettaglio che sottolinea l’eccezionalità di questa stagione, con un calendario fitto e sfide tecniche sempre più complesse.
Per la Ferrari, questa tappa rappresenta un banco di prova decisivo. Se la SF-25 ha mostrato lampi di competitività, come dimostrato dalla vittoria di Hamilton nella sprint cinese, le difficoltà in gara lunga hanno riportato alla luce fragilità che il team non può permettersi di ignorare. La tripletta di gare che si apre con Suzuka sarà cruciale per capire se la Scuderia potrà lottare per il titolo o se dovrà accontentarsi di un ruolo da comprimaria.




