Melatonina, uno studio mette in guardia sui rischi per il cuore da uso prolungato
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Redazione Salute
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Con il ritorno all'ora solare, che accorcia le giornate e altera la percezione della luce, molti avvertono un'immediata difficoltà ad addormentarsi, sperimentando risvegli più frammentati e un sonno di qualità inferiore. In questo contesto, caratterizzato da un'alterazione del cosiddetto orologio biologico interno – quel meccanismo che, regolandosi principalmente sulla luce solare, governa i nostri ritmi circadiani –, cresce in maniera esponenziale l'interesse verso la melatonina, spesso considerata una soluzione semplice e "naturale" per riequilibrare il ciclo sonno-veglia. Quello che però non tutti sanno, e che uno studio di prossima presentazione rende ora evidente, è come l'assunzione prolungata di questi integratori potrebbe nascondere insidie non trascurabili per la salute cardiovascolare, lontane dall'immagine di innocuità che comunemente le viene attribuita.
I risultati di un'ampia analisi internazionale
La ricerca, che verrà discussa in dettaglio durante le Scientific Sessions 2025 dell'American Heart Association in programma a New Orleans, si è basata sull'analisi approfondita delle cartelle cliniche di un vasto gruppo di 130.828 adulti, tutti con una diagnosi pregressa di insonnia. Dall'osservazione dei dati, i cui dettagli completi saranno oggetto della prossima presentazione, è emersa un'associazione significativa tra l'uso continuativo di integratori a base di melatonina e un rischio più elevato di ricevere una diagnosi di insufficienza cardiaca, di dover affrontare ricoveri ospedalieri legati a questa condizione e, in generale, di mortalità per qualsiasi causa. Si tratta di un'evidenza che, sebbene necessiti di ulteriori approfondimenti per stabilire un nesso causale definitivo, getta una nuova luce su una sostanza ampiamente consumata in autonomia.
L'importanza di un approccio consapevole
La melatonina, prodotta fisiologicamente dall'organismo per segnalare l'arrivo della notte, è diventata un prodotto di largo consumo, acquistabile spesso senza una prescrizione medica specifica. Proprio questa sua accessibilità, unita alla percezione di una sua sostanziale innocuità, porta molti a farne un uso discrezionale e prolungato nel tempo, senza interpellare un professionista sulla reale necessità o sul corretto dosaggio. Lo studio osservazionale, pur non entrando nel merito dei meccanismi biologici che potrebbero spiegare il legame con i problemi cardiaci, indica con chiarezza la necessità di un ripensamento sull'approccio a questi supplementi, che non dovrebbero essere considerati alla stregua di semplici prodotti da banco privi di conseguenze.
Oltre il concetto di "naturale"
L'aggettivo "naturale", frequentemente associato alla melatonina, rischia di creare un equivoco pericoloso, suggerendo un profilo di sicurezza assoluto che la scienza, passo dopo passo, sta invece mettendo in discussione. L'ormone, che pure svolge una funzione cruciale nel regolare il ritmo sonno-veglia, quando assunto dall'esterno in forma sintetica e per periodi estesi interagisce con l'organismo in modi che non sono ancora stati completamente compresi. I risultati della nuova analisi internazionale pongono dunque l'accento sull'impellente bisogno di un utilizzo più cauto e informato, sottolineando come la regola fondamentale rimanga quella di non ricorrere all'autoprescrizione, ma di affidarsi al parere di un medico che possa valutare il rapporto beneficio-rischio nel singolo caso.




