Baresi, il Milan smentisce la morte: “Momento delicato, notizie false”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una valanga di messaggi di cordoglio, post sui social e titoli di quotidiani online, prontamente rimossi, hanno alimentato per alcune ore una falsa notizia destinata a fare il giro del mondo. Franco Baresi, leggenda del Milan e della Nazionale italiana di calcio, non è morto. A mettere fine al tam tam mediatico è stato il club rossonero stesso, che nella serata di mercoledì 29 luglio ha pubblicato una nota ufficiale per smentire categoricamente le voci sulla scomparsa dell'ex capitano, diffuse inizialmente da alcune testate giornalistiche.

Il comunicato, diffuso attraverso i canali social ufficiali, ha messo in guardia dall'ondata di disinformazione che ha travolto il web, chiedendo al contempo rispetto per le condizioni di salute del sessantaseienne ex difensore.

Il comunicato ufficiale e il caso Salvini

“AC Milan smentisce le false notizie circolate in questi minuti riguardanti Franco Baresi” si legge nella nota ufficiale, che prosegue specificando come l'ex numero 6 stia attraversando un periodo complesso dal punto di vista personale. “Franco sta affrontando un momento delicato e il Club gli è accanto con affetto, così come alla sua famiglia. Invitiamo tutti a rispettare la sua privacy e a non contribuire alla diffusione di informazioni prive di qualsiasi fondamento”.

La potenza virale della fake news è stata tale da trarre in inganno anche personalità istituzionali e dello spettacolo. Il vicepremier Matteo Salvini, noto tifoso milanista, ha pubblicato un messaggio di cordoglio sui propri profili social, salvo poi cancellarlo immediatamente dopo la smentita ufficiale. Messaggi analoghi, rimossi altrettanto in fretta, erano stati diffusi anche dal presentatore televisivo Gerry Scotti.

L'episodio ha riacceso il dibattito sulla rapidità con cui le notizie non verificate si propagano in rete, coinvolgendo persino figure pubbliche di primo piano.

Le condizioni di salute e il precedente intervento

Le voci sulla morte di Baresi, che hanno portato alla cancellazione di articoli da parte di testate come Il Corriere della Sera e Tuttosport, hanno gettato nuovamente i riflettori sullo stato di salute dell'ex capitano. Franco Baresi, nell'agosto del 2025, era stato sottoposto a un intervento chirurgico per l'asportazione di un nodulo polmonare, una procedura eseguita con tecnica mini-invasiva e conclusasi senza particolari complicazioni.

Dopo l'operazione, gli specialisti avevano prescritto all'ex calciatore un ciclo di immunoterapia di consolidamento; lo stesso Baresi, in quell'occasione, aveva ringraziato il club e i tifosi per il sostegno ricevuto, dichiarando di aver bisogno di tempo per rimettersi in forze.

Pur affrontando questo “momento delicato”, come confermato dalla nota del Milan, l'ex difensore ha continuato a partecipare ad alcuni eventi istituzionali legati al mondo rossonero, tra cui la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, dove aveva fatto da tedoforo al fianco dell'amico-rivale Beppe Bergomi.

La leggenda del "Capitano" e la lotta alle fake news

La vicenda di queste ore ha dimostrato come Franco Baresi resti una figura centrale nell'immaginario collettivo del calcio italiano e internazionale. Capitano storico del Milan per oltre un decennio, bandiera della Nazionale campione del mondo nel 1982 pur senza scendere in campo in quella finale, Baresi rappresenta un'icona assoluta per i tifosi rossoneri. La sua carriera, interamente legata al club di via Aldo Rossi, è costellata di trofei e record che lo hanno reso uno dei difensori più forti di sempre.

La prontezza con cui il Milan ha diffuso la smentita, invitando a non contribuire alla circolazione di “informazioni prive di qualsiasi fondamento”, rappresenta un monito chiaro contro il dilagare di fake news, soprattutto quando queste riguardano la salute di personaggi pubblici. In un'epoca in cui l'informazione viaggia alla velocità della luce, la prudenza e la verifica delle fonti restano strumenti fondamentali per evitare di cadere in errore e per tutelare la privacy di chi, come Baresi, sta vivendo una fase complessa della propria vita.

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