Salvini al Tg1, bufera sulla Rai
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Redazione Interno
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ROMA – È diventata un caso l’intervista rilasciata dal ministro Matteo Salvini al Tg1. Il leader della Lega è intervenuto durante l’edizione delle 20 di sabato 19 ottobre, scatenando le reazioni dell’opposizione ma soprattutto dei giornalisti e delle giornaliste della Rai. Salvini, senza freni su giudici e migranti, ha difeso a spada tratta la sua posizione nel processo per il caso Open Arms, nell’ambito del quale è accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio. Durante l’intervista, il ministro alle Infrastrutture e Trasporti ha attaccato «una piccola parte» della magistratura che, a suo dire, «usa il tribunale come un centro sociale».
La giornata di ieri, segnata prima dallo sproloquio del ministro Nordio e poi dall’ignobile show di Salvini in prima serata, registra una nuova escalation di questo governo in termini di incuria istituzionale. Il sermone anti-magistratura di Matteo Salvini di ieri sera, al quale il Tg1 ha dedicato quattro sconsiderati minuti, è stato definito semplicemente vergognoso dai parlamentari M5s delle commissioni Giustizia di Senato e Camera. La Rai, secondo Elly Schlein, è stata svilita a megafono del governo, con un’intervista che ha leso i principi base del mestiere giornalistico, come sottolineato dal Cdr del telegiornale di punta.
Nell’intervista, Salvini ha anche difeso l’accordo con l’Albania, che ha visto ieri il ritorno dei primi 12 migranti spediti in Albania a seguito della discussa decisione del Tribunale di Roma sui Paesi sicuri. Il ministro ha affermato che, qualora venisse condannato, i magistrati si prenderebbero una bella responsabilità, enorme. Le parole di Salvini hanno scatenato una bufera sulla Rai, con giornalisti e opposizione che hanno criticato duramente l’intervista, definendola un comizio delirante.
L’intervista di Salvini al Tg1 ha sollevato un polverone mediatico e politico, mettendo in luce le tensioni tra il governo e la magistratura, e sollevando interrogativi sulla neutralità dell’informazione pubblica.




