Google Maps, via alla Navigazione Immersiva e al tachimetro su Android Auto: il roll out si allarga
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Due attesissime novità, che per lungo tempo erano rimaste confinate nei meandri del canale beta o annunciate soltanto a livello teorico, stanno finalmente prendendo piede tra gli utenti che utilizzano gli strumenti di navigazione di Google. Da un lato, la cosiddetta Navigazione Immersiva di Google Maps, presentata dal colosso di Mountain View come il più importante aggiornamento degli ultimi anni, sta varcando i confini della sperimentazione per apparire sulle versioni stabili dell'applicazione.
Dall'altro, e si tratta di una richiesta che gli automobilisti avanzavano da tempo, il tachimetro digitale sta facendo la sua comparsa anche sull'interfaccia di Android Auto, colmando un vuoto che durava da anni e che aveva visto la piattaforma rimanere indietro rispetto alle versioni per smartphone e persino ad Apple CarPlay.
La Navigazione Immersiva: un'esperienza di guida tridimensionale
La nuova modalità di navigazione, che rappresenta un deciso passo avanti rispetto alla visualizzazione tradizionale, si propone di rendere le mappe molto più simili alla realtà che si osserva dal parabrezza. Durante il percorso, l'app mostra una vista tridimensionale estremamente dettagliata, nella quale edifici, cavalcavia, il profilo del terreno e persino gli alberi vengono rappresentati con un realismo che facilita l'orientamento, specialmente in prossimità di incroci complessi o svincoli autostradali.
Le segnalazioni degli utenti, che nelle ultime settimane si sono moltiplicate sul web, indicano che il rollout, inizialmente limitato a una ristretta cerchia di beta tester e agli Stati Uniti, si sta estendendo a un numero crescente di dispositivi in diverse regioni, comparendo direttamente sulla versione stabile di Google Maps senza che l'utente debba iscriversi a programmi di prova.
Un indizio inequivocabile della sua attivazione è la sostituzione dell'icona dell'assistente vocale, in alto a destra sullo schermo, dove Gemini ha preso il posto del precedente Google Assistant, a testimonianza della stretta integrazione tra la nuova esperienza di guida e le capacità di intelligenza artificiale del colosso di Mountain View.
Il tachimetro su Android Auto: una funzione attesa da anni
A fare da contraltare a questa rivoluzione visiva, c'è l'arrivo di una funzionalità tanto semplice quanto richiesta: il tachimetro integrato. Per anni, gli utenti di Android Auto avevano assistito, con un certo disappunto, alla disponibilità di questo strumento sull'app per smartphone e, dal 2024, anche su Apple CarPlay, senza che venisse esteso ai display dei veicoli compatibili con il sistema di Google. Ora, la situazione sembra finalmente sbloccata.
Le prime avvistamenti, riportati da diversi utenti del programma beta, si stanno trasformando in un fenomeno più diffuso, con segnalazioni che riguardano anche chi non partecipa ai test. Il tachimetro, che si basa sui dati GPS per calcolare la velocità istantanea, viene visualizzato accanto all'indicazione del limite di velocità e, secondo quanto riportato da alcune fonti, cambia colore per avvisare il conducente nel caso in cui si superi il limite consentito, fungendo così da utile riferimento visivo senza dover distogliere lo sguardo dalla strada.
Rollout lato server e attivazione graduale
Sia per la Navigazione Immersiva che per il tachimetro, la modalità di distribuzione adottata da Google è quella ormai consueta del rollout lato server. Questo significa che l'attivazione delle funzionalità non dipende direttamente dall'installazione di un aggiornamento dell'applicazione, ma viene gestita in remoto dai server dell'azienda, che abilitano le novità per gruppi ristretti di utenti in modo progressivo.
Di conseguenza, anche disponendo dell'ultima versione di Google Maps e Android Auto, la comparsa delle nuove funzioni può variare in base al paese, al modello di dispositivo e alla configurazione dell'account, rendendo l'esperienza non uniforme per tutti gli utenti. Questa strategia, tipica di Google, consente di monitorare attentamente il funzionamento e risolvere eventuali problemi prima di estendere le novità a livello globale.
La disponibilità, in questa fase iniziale, potrebbe quindi essere a macchia di leopardo, ma i segnali positivi delle ultime settimane fanno ben sperare per un completamento del rilascio nei prossimi mesi.
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