Nasrallah è morto, raid israeliano su Beirut
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Redazione Esteri
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Poche settimane dopo il 7 ottobre, la guida suprema iraniana Ali Khamenei riceveva il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, e lo ammoniva: "Vi siete cacciati in un guaio da soli e non aspettatevi che vi tireremo fuori noi". I militanti palestinesi, agendo in assoluta autonomia e nel massimo segreto, avevano scatenato una guerra totale con Israele. L'Iran, riluttante a sacrificare le sue milizie per un movimento sunnita spesso nemico, come in Siria, dell'asse della resistenza sciita, si trovava in una posizione delicata.
Nel frattempo, l'operazione "Nuovo ordine", un massiccio raid aereo israeliano su Beirut, ha portato alla morte di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah. La tv al Manar di Hezbollah ha confermato la notizia, sottolineando che più di 80 bombe del peso di una tonnellata ciascuna sono state sganciate sul bunker dove si trovava Nasrallah. L'attacco, secondo l'IDF, è stato effettuato mentre i vertici di Hezbollah si trovavano nel quartier generale per coordinare "attività terroristiche" contro i cittadini dello Stato di Israele.
L'operazione "Nuovo ordine" ha segnato una settimana tragicamente "mediorientale", tra guerra e speranze, con la diplomazia occidentale impegnata in contatti diretti e viaggi di ministri, portando con sé una proposta di tregua di 21 giorni confezionata da USA e Francia. I mediatori sembravano essere vicini a un risultato, sebbene in un contesto fragile, e si erano spinti a note di cauto ottimismo.
L'esercito israeliano ha mostrato come, in soli cinque giorni, sia riuscito a eliminare la cupola di Hezbollah. Il portavoce militare, tenente colonnello Nadav Shoshani, ha dichiarato durante un briefing online che "la maggior parte" dei leader militari di Hezbollah è stata uccisa.




