Sara Curtis riscrive la storia del dorso: oro e record mondiale agli Europei di Parigi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non basta la medaglia d'oro per raccontare la portata di quanto accaduto ieri sera all'Aquatics Centre di Saint-Denis. Sara Curtis, la diciannovenne azzurra originaria di Cuneo, ha infatti infranto il muro del tempo per la seconda volta consecutiva in ventiquattro ore, vincendo i 50 metri dorso con il crono di 26''56 che rappresenta il nuovo record del mondo.

Un'impresa che arriva a coronamento di una semifinale già giocata sulla soglia dell'irripetibile, quando aveva fermato il cronometro a 26''63; eppure, nella finale, la nuotatrice italiana è riuscita a trovare qualcosa in più, un moto di braccia e una reazione all'ultima vasca che hanno lasciato il pubblico in piedi mentre il tabellone segnava il nuovo limite della distanza.

L'urlo muto dei genitori sugli spalti

A fare da contrappunto alla performance in vasca, c'è stata l'esplosione di gioia proveniente dalle tribune, dove le telecamere hanno inquadrato una donna che ballava e agitava le braccia con una maglietta bianca su cui spiccava la scritta "Team Curtis". Si tratta di Helen Osayiuwu, madre della nuotatrice e originaria della Nigeria, che insieme al marito Vincenzo (ex ciclista) si è concessa una rara presenza sugli spalti per seguire dal vivo il trionfo della figlia.

La scena, ripresa dai broadcaster presenti, ha fatto rapidamente il giro dei social e dei canali sportivi per la sua genuinità: mamma Helen che si scatena mentre la figlia emerge dall'acqua e cerca con lo sguardo i suoi genitori, in un abbraccio ideale che ha chiuso un cerchio perfetto.

Le parole di famiglia dopo la gara

Intervistata a caldo dai microfoni di Sky Sport, la madre della campionessa non ha nascosto l'emozione, definendo la figlia con una frase che suona come una profezia: "È una stella". Parole brevi ma dense di significato, pronunziate mentre il corpo ancora vibrava per l'adrenalina della corsa e dell'esultanza. Il padre Vincenzo, dal canto suo, ha usato un'immagine che rende l'idea della potenza e della progressione in acqua della figlia: "Sembrava un motoscafo più che una nuotatrice".

Un commento che sottolinea la forza esplosiva della sua ultima vasca, quella che le ha permesso di strappare un altro decimo al già straordinario tempo della semifinale e di salire sul gradino più alto del podio continentale.

Tre medaglie e un futuro già scritto nell'acqua

Quella di Parigi, per Sara Curtis che compirà vent'anni tra sette giorni, è la consacrazione definitiva a livello internazionale. Il bottino personale in questa rassegna continentale conta già tre medaglie, ma l'oro nei 50 dorso ha un peso specifico diverso, perché arriva con il sigillo del record del mondo e perché la nuotatrice italiana ha saputo gestire la pressione di una finale attesa.

Dopo il tocco, mentre le braccia si alzavano per festeggiare e il pubblico dell'Olympic Aquatic Centre si alzava in piedi, il pensiero di Curtis è volato immediatamente verso la tribuna, verso quella madre che ballava e quel padre che osservava commosso; quasi a suggellare un legame che affonda le radici in una storia familiare fatta di sport e sacrifici, con una madre che fu atleta e un padre che pedalava su due ruote prima di seguire la figlia in acqua.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.