Fulmini illegali nel cielo di fine anno: tonnellate di fuochi sequestrate dalle Fiamme Gialle
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Redazione Interno
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Con l’avvicinarsi dei festeggiamenti per la fine dell’anno, le forze dell’ordine intensificano, com’è consuetudine, i controlli sul mercato illegale dei fuochi pirotecnici, un fenomeno che annualmente miete vittime e causa danni, spesso gravissimi. In Calabria, precisamente nell’area di Corigliano-Rossano, il personale del Comando provinciale di Cosenza della Guardia di Finanza, operando su mandato della Procura della Repubblica di Castrovillari, ha portato a termine due distinti interventi che hanno condotto al sequestro di una quantità impressionante di materiale. Oltre quarantunomila fuochi d’artificio, il cui peso complessivo sfiora una tonnellata, sono stati trovati in condizioni di detenzione assolutamente irregolare; alcuni di essi, per la verità, erano addirittura stipati nel vano bagagli di un’automobile, un fatto che rende l’idea della pericolosità e della leggerezza con cui certi trafficanti gestiscono esplosivi. Il conducente del mezzo è stato denunciato in stato di libertà, mentre gli agenti procedevano a sequestrare il carico pericoloso, il quale, verosimilmente, era destinato a rifornire il fiorente mercato clandestino delle feste.
L’operazione nel Milanese
Analoga attività di contrasto è stata dispiegata nel Nord Italia, dove i finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno intercettato e sequestrato, in questi giorni, una quantità ancora maggiore di materiale pirotecnico irregolare. Parliamo di oltre 1,2 tonnellate di “botti” e fuochi illegali, frutto dell’intensificazione dei servizi ordinati dal comando milanese in vista del Capodanno. Qui, come nel caso calabrese, l’obiettivo delle forze dell’ordine è quello di stroncare sul nascere la filiera della fabbricazione e della vendita abusiva, un giro d’affari che si alimenta proprio nella fase culminante delle festività, quando la domanda di questi prodotti esplodenti, spesso privi delle più elementari garanzie di sicurezza, raggiunge il suo apice.
Gli arsenali nascosti tra la gente
La pericolosità di questo traffico non risiede soltanto nella natura degli oggetti trattati, ma anche nei luoghi, talvolta insospettabili, dove vengono occultati. Nell’operazione calabrese, infatti, uno dei depositi sequestrati – definito dalle autorità un vero e proprio arsenale – era situato in una zona di case popolari, un particolare che accresce notevolmente i rischi per l’incolumità pubblica. Allo stesso modo, in Sicilia, i poliziotti della squadra artificieri della Questura di Catania hanno fatto una scoperta agghiacciante in provincia: in un comune negozio di casalinghi, gestito da una donna, sono stati rinvenuti ventuno chili di “botti” nascosti dentro scatoloni e mescolati alla merce in vendita, compresi articoli che potrebbero attirare l’attenzione dei più piccoli. Un approccio che dimostra una sconcertante noncuranza per le conseguenze, considerata la totale assenza di precauzioni.
La distruzione immediata e le indagini
In entrambi i casi siciliani, il materiale sequestrato è stato immediatamente trasferito in siti idonei e distrutto, come disposto dalle Procure competenti, quella di Catania e quella di Castrovillari. Queste operazioni, che hanno smantellato giro d’affari di rilevante entità economica, non si limitano al semplice sequestro fisico dei beni, ma avviano un iter giudiziario volto a identificare tutti i responsabili della filiera illecita. Le indagini proseguono, dunque, per ricostruire l’origine di queste merci pericolose e i canali attraverso i quali venivano immesse, in spregio a ogni norma, nel circuito del mercato nero.
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