Roma, la truffa delle tre campanelle non si ferma: trenta denunciati in una settimana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel cuore di Roma, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, il copione si ripete ogni giorno con una precisione teatrale. Un uomo manovra tre campanelle, o tazzine, sotto cui nasconde una pallina di spugna; le muove vorticosamente, mentre fino a una decina di complici formano capannelli attorno al banchetto e fingono di vincere, invitando turisti e passanti a tentare la sorte. Chi accetta il invito, quasi sempre, cade nel raggiro e perde denaro.

La scena si consuma anche in via delle Muratte, in via in Arcione, ai Fori Imperiali e a piazza di Spagna, zone dove il fenomeno tende a ripresentarsi con maggiore insistenza.

Il meccanismo della truffa e le vittime

Il gioco delle tre campanelle, noto anche come shell game, si basa su una messinscena collaudata: il croupier nasconde la pallina con abilità tale da rendere impossibile indovinarne la posizione, mentre i finti scommettitori mostrano puntate e vincite per convincere gli ingenui a partecipare. In alcuni casi, oltre a indurre le persone a giocare, i malviventi riescono anche a sottrarre denaro dai portafogli. I commercianti del centro storico raccontano di aver visto persone piangere, obbligate a prelevare soldi dagli sportelli bancomat.

Le vittime preferite sono i turisti stranieri, in particolare americani e giapponesi, convinti di partecipare a un gioco regolare.

Il blitz della Polizia Locale: agenti in borghese tra i turisti

Nell'ultima settimana gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno fermato e denunciato trenta persone con l'accusa di esercizio di gioco d'azzardo, sequestrando oltre quattromila euro ritenuti provento delle truffe. Il dispositivo messo in campo dal I Gruppo Centro prevede agenti in abiti civili che si confondono tra turisti e passanti, affiancati da altri operatori che, come vere e proprie sentinelle, osservano a distanza quanto accade.

Gli interventi sono preceduti da accurati appostamenti, durante i quali gli agenti seguono i movimenti dei soggetti coinvolti fino al momento più opportuno per far scattare il blitz. I servizi si sono susseguiti tra Fontana di Trevi, piazza di Spagna e i Fori Imperiali.

L'allarme dell'assessore Onorato e il confronto in strada

A lanciare la battaglia contro i cosiddetti campanellari è stato anche Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi di Roma Capitale, che nei giorni scorsi è sceso in strada per affrontarli faccia a faccia, affiancato dalla troupe delle Iene. «Da un anno e mezzo combatto e segnalo alle forze dell'ordine chi frega i turisti con il gioco delle tre campanelle: sono truffatori. Nonostante decine di arresti e centinaia di denunce e Daspo, stanno sempre lì a rovinare l'immagine di Roma», ha dichiarato Onorato in un post su Instagram.

Nel video del confronto, l'assessore si rivolge direttamente a uno degli uomini al banco: «Noi lavoriamo per promuovere Roma. Ogni giorno fregate qualcuno, non si può continuare così». La risposta non si è fatta attendere: «Non è fregare, noi non diciamo a nessuno: vieni a giocare». Poi, secondo quanto ricostruito, uno dei truffatori ha scagliato uno scatolone contro l'assessore, la troupe e i passanti.

Un fenomeno che resiste nonostante denunce e allontanamenti

I numeri confermano la persistenza del fenomeno. Dall'inizio del 2026 i carabinieri del gruppo Centro hanno denunciato oltre 170 persone e eseguito cinque arresti, mentre la polizia locale ha denunciato altre 200 persone per gioco d'azzardo. Gli interventi si susseguono, ma il giorno dopo i campanellari tornano spesso nelle stesse postazioni. A maggio, tra Fontana di Trevi e via del Lavatore, due bande rivali si erano affrontate per contendersi lo spazio di gioco in una rissa che aveva coinvolto una ventina di persone e ferito due turiste.

La settimana scorsa i carabinieri hanno notificato dieci decreti di allontanamento nei confronti di altrettanti stranieri, tutti romeni, per i quali sono venuti a mancare i requisiti per il soggiorno: dovranno lasciare il territorio nazionale entro trenta giorni, con divieto di rientro in Italia per cinque anni.

Le misure di polizia e il nodo dei controlli

Sul fronte repressivo, le forze dell'ordine agiscono su più livelli. A fine agosto i carabinieri del Comando Roma Piazza Venezia hanno denunciato tre cittadini romeni sorpresi in via In Arcione mentre gestivano un banchetto, con una precisa suddivisione dei compiti: uno nel ruolo di croupier e gli altri due impiegati come finti scommettitori e vedette.

Oltre alla denuncia, per tutti e tre è scattato l'ordine di allontanamento per 48 ore, il cosiddetto daspo urbano, con contestuale sanzione amministrativa di cento euro ciascuno, a cui si è aggiunta un'ulteriore sanzione di quattrocento euro per la violazione del regolamento di Polizia urbana di Roma Capitale. Il meccanismo, tuttavia, si riproduce con una resilienza che gli stessi agenti faticano a contenere: le vedette con gli auricolari avvertono dell'arrivo delle pattuglie, i banchetti vengono smontati in pochi secondi e rimontati poco distante.

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