Il sindaco di Mattinata rassicura sui faraglioni dopo il crollo in Salento, la Regione Puglia pronta a intervenire per l’arco di Diomede
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Redazione Interno
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Il tragico cedimento dell’arco degli innamorati a Melendugno, avvenuto lo scorso fine settimana e che ha cancellato uno dei simboli più noti del Salento, ha inevitabilmente spostato i riflettori su altre meraviglie geologiche della regione, sollevando interrogativi sulla loro tenuta e sul futuro di questi monumenti naturali modellati dal vento e dal mare -8. Tra queste, l’attenzione si è concentrata con particolare intensità sui faraglioni di Mattinata, e più specificatamente sull’imponente arco di Diomede che si staglia nella baia delle Zagare, accessibile solo via mare o attraverso proprietà private, e la cui immagine è da sempre simbolo del Gargano più autentico e selvaggio -5. A fronte del clamore mediatico e della comprensibile apprensione di residenti e operatori turistici, è intervenuto per fare chiarezza il primo cittadino di Mattinata, Michele Bisceglia, il quale, attraverso una nota diffusa tramite i canali social, ha voluto rassicurare la cittadinanza e quanti hanno a cuore le sorti di quel tratto di costa, spiegando quale sia l’effettiva situazione e quali passi l’amministrazione stia compiendo per la tutela del bene -2.
La fragilità del territorio e l’allarme di Italia Nostra sui rilievi del 2022
Il sindaco Bisceglia, nel suo intervento, non ha nascosto la complessità del contesto geologico in cui quei faraglioni sorgono, consapevole che l’azione combinata degli agenti atmosferici, dell’acqua marina e delle piogge abbia nel tempo modificato la struttura della falesia, un processo inarrestabile che appartiene al corso stesso della natura -3. La sua presa di posizione arriva dopo che l’associazione Italia Nostra aveva lanciato un allarme inequivocabile, parlando di un rischio crollo "imminente" per l’arco di Diomede, sulla base di uno studio geologico e dei rilievi tecnici effettuati nel 2022, durante le verifiche per un precedente progetto di consolidamento della costa -1-4. Quei rilievi, secondo quanto denunciato dagli ambientalisti, avrebbero evidenziato come il pilone portante del faraglione risulti "paurosamente assottigliato" alla base, con un livello di erosione ormai critico che non lascerebbe molto margine ai tempi, talvolta lunghi, della burocrazia -4-5. Il primo cittadino, pur non entrando nel merito specifico di quei dati, ha invece ricordato come l’ente comunale, già in passato e prima del suo insediamento, si fosse attivato proponendo un progetto di messa in sicurezza e protezione dei due monoliti, il quale però non ottenne i pareri favorevoli necessari da parte degli enti sovracomunali preposti, una circostanza che ha voluto sottolineare "per amore di verità" -2.
L’impegno della Regione Puglia e la collaborazione tra enti
Un elemento di novità e di conforto, tuttavia, giunge dalla Regione Puglia, la cui disponibilità a farsi carico della situazione è stata confermata dall’assessore al Bilancio Raffaele Piemontese. Nel suo messaggio di vicinanza all’amministrazione locale, Piemontese ha riferito dell’impegno diretto del presidente della giunta regionale, Antonio Decaro, a intervenire con tempestività per garantire la tutela dei faraglioni di Mattinata -2. In particolare, è stata manifestata l’intenzione di mettere a disposizione del Comune i tecnici della struttura commissariale per il dissesto idrogeologico e quelli dell’Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, un supporto concreto volto a sostenere le fasi di progettazione e la successiva esecuzione degli interventi che si renderanno necessari -2. Questo impegno, hanno tenuto a precisare sia Piemontese che Bisceglia, si inserisce nella consapevolezza che i fenomeni erosivi non possono essere fermati del tutto, ma certamente se ne può rallentare la progressione e mitigare gli effetti più devastanti, soprattutto in un’area ad alto afflusso turistico come quella garganica, e che a tal fine è indispensabile una piena e leale collaborazione tra tutti i livelli istituzionali coinvolti.
Le opzioni sul tavolo tra intervento strutturale e ineluttabilità naturale
Il dibattito, acceso dalle denunce di Italia Nostra, pone ora la politica di fronte a un bivio che è al contempo tecnico e culturale: da un lato, vi è la possibilità di progettare un complesso e costoso consolidamento strutturale che possa blindare l’arco e preservarne l’integrità per il futuro; dall’altro, vi è la posizione di chi ritiene si debba accettare l’ineluttabile evoluzione naturale del paesaggio costiero, anche a costo di assistere, magari tra decenni o chissà quando, alla scomparsa di questi "giganti di pietra" che da sempre caratterizzano il profilo del Gargano -1-4. Il sindaco Bisceglia, pur ribadendo la necessità di un atteggiamento responsabile e nell’attesa di conoscere nel dettaglio i dati tecnici e i costi dell’operazione, ha voluto fugare ogni ipotesi di un crollo immediato, invitando tutti a non cedere a facili allarmismi. Nel frattempo, mentre la Regione si dice pronta a stanziare risorse e competenze, emerge una criticità sollevata dall’associazione ambientalista: i recenti finanziamenti regionali del cosiddetto "progetto Rinascimento", pari a circa 16 milioni di euro per interventi contro l’erosione costiera, destinano fondi ai comuni di Rodi Garganico e Zapponeta, ma nulla, al momento, risulta previsto in modo specifico per la messa in sicurezza dell’arco di Diomede e dei faraglioni di Mattinata -1-6.




