Dazi sulle auto elettriche cinesi, la Cina ricorre al WTO

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Cina ha recentemente presentato un reclamo formale presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) contro la decisione dell'Unione Europea di imporre dazi fino al 35,3% sulle auto elettriche di produzione cinese importate nel Vecchio Continente. Tale provvedimento, secondo il Ministero del Commercio cinese, rappresenta un abuso delle misure di rimedio commerciale e una violazione delle regole del WTO, configurandosi come protezionismo commerciale. La Cina, attraverso il reclamo, mira a salvaguardare gli interessi di sviluppo del settore dei veicoli elettrici e a promuovere la cooperazione globale sulla trasformazione green.

L'azienda Byd, uno dei colossi cinesi del settore, è particolarmente colpita da questa decisione. Fondata nel 1995 da Wang Chuanfu, un chimico di Shenzhen, Byd è diventata una delle case automobilistiche più influenti del XXI secolo. La sua espansione in Europa è stata significativa, con piani per una nuova fabbrica in Ungheria, che rafforzerà ulteriormente la sua presenza nel mercato continentale.

Le tensioni tra Europa e Cina si sono intensificate con l'imposizione dei dazi, che mirano a proteggere l'industria automobilistica europea da pratiche commerciali ritenute sleali. Tuttavia, senza adeguati sostegni alle imprese europee, il rischio è di favorire indirettamente i produttori cinesi e americani, compromettendo la competitività del settore automobilistico europeo.

Il Ministero del Commercio cinese ha ribadito la sua forte opposizione alle nuove tariffe, sottolineando che la sentenza dell'UE è priva di una base fattuale e giuridica.

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