La Juventus vince a Udine, decide Boga ma Spalletti deve ancora lavorare su Yildiz

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’approccio, va detto, è stato quello giusto, e il risultato, per certi versi, è anche stretto per quanto visto in campo, ma Luciano Spalletti, al termine della gara vinta dalla sua Juventus per 1-0 contro l’Udinese, ha voluto sottolineare più gli aspetti tattici che il mero punteggio, concentrandosi soprattutto sulle prestazioni dei singoli e su quell’evoluzione del gioco che, a suo dire, passa anche attraverso la capacità degli interpreti di adattarsi a ruoli non sempre consueti. La rete di Jeremie Boga, un tap-in vincente arrivato al minuto trentotto su perfetto suggerimento di Kenan Yildiz, ha regalato i tre punti ai bianconeri, proiettandoli momentaneamente al quarto posto in classifica, in attesa degli scontri diretti delle rivali. L’ex Sassuolo, giunto al terzo centro consecutivo in campionato, si sta rivelando un innesto prezioso in questo scacchiere disegnato dal tecnico toscano, che però non lesina critiche costruttive nemmeno nei momenti migliori, memore forse di quelle sbavature caratteriali che in passato aveva già avuto modo di evidenziare.

La metamorfosi di Boga e il caso Yildiz, tra conferme e adattamenti

L’analisi del tecnico, rilasciata ai microfoni di Sky Sport nel post-partita, si è concentrata in particolare sull’interpretazione del ruolo di attaccante, lì dove la squadra sconta alcune assenze importanti ma cerca soluzioni alternative. «Boga si è mosso benissimo da attaccante», ha esordito Spalletti, riferendosi alla posizione atipica ricoperta dall’ivoriano, schierato in un ruolo che non è propriamente il suo ma che ha interpretato con intelligenza e cattiveria agonistica, quella stessa cattiveria che il mister aveva chiesto alla squadra per chiudere la partita il prima possibile. E in effetti, se la rete del vantaggio è arrivata su azione corale, il dominio territoriale e le occasioni create avrebbero meritato un margine più ampio, ma tra i pali Maduka Okoye ha risposto presente, negando la gioia del gol prima a Locatelli e poi al subentrato Miretti, che all’ottantaseiesimo ha sprecato una ghiotta occasione per il raddoppio.

Discorso diverso, invece, per Kenan Yildiz, il giovane talento turco che pure ha fornito l’assist decisivo ma che, secondo l’analisi del mister, fatica quando viene impiegato come falso nueve. «Yildiz non si trova benissimo lì perché non ha ancora l’arte dell’uomo che lo bacchetta da dietro», ha spiegato Spalletti con una metafora che rende l’idea di quanto sia complesso quel ruolo, che richiede anche di saper gestire la pressione costante dei difensori centrali, un’arte che il ragazzo, abituato a partire largo per poi rientrare, deve ancora affinare. Ecco allora che la scelta di invertire le posizioni tra i due, con Boga accentratosi e Yildiz tornato a operare sulla sinistra, ha funzionato proprio perché ha restituito il turco alla sua dimensione preferita, quella in cui può vedere il gioco davanti a sé e scegliere la giocata, invece di subire le marcature alle spalle.

La gestione della rosa e la solidità ritrovata, non senza polemiche

La partita, al di là delle disquisizioni tattiche, ha riservato anche qualche episodio controverso, su tutti il gol annullato a Francisco Conceicao nella ripresa. Il portoghese aveva infilato Okoye con un bel tiro, ma la sala Var ha richiamato l’arbitro Mariani per una posizione di fuorigioco di Teun Koopmeiners, giudicato interferente sulla visuale del portiere friulano, nonostante il centrocampista olandese si fosse spostato per non intralciare l’azione. Una decisione che ha scatenato le proteste dei bianconeri, ma che non ha inficiato il risultato finale, con la squadra che ha saputo gestire il vantaggio e portare a casa tre punti pesantissimi in ottica Champions League.

Dal fronte difensivo, poi, arrivano segnali confortanti. Gleison Bremer, colonna del reparto arretrato, ha commentato la prestazione sottolineando la difficoltà di giocare a Udine contro una squadra fisica come quella di Runjaic, ma esprimendo soddisfazione per i tre punti conquistati con carattere e determinazione. «Era una gara da vincere assolutamente e lo abbiamo fatto», ha detto il brasiliano, che con il suo rientro ha ridato solidità a una difesa che ora viaggia a ritmi altissimi, collezionando un clean sheet dopo l’altro. E se l’infortunio di Khephren Thuram, uscito malconcio nella ripresa, getta un’ombra sulla tenuta fisica del centrocampo, la sensazione è che questa Juventus abbia finalmente trovato una quadratura, fatta di esperimenti che funzionano e di una cattiveria agonistica che Spalletti continua a pretendere, match dopo match, senza mai accontentarsi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.