Ghali, le Olimpiadi di Milano e la poesia di Rodari ignorata dalla telecronaca
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’artista milanese ha trasformato la sua performance, attesa tra polemiche e grandi aspettative, in un momento di riflessione pura, scegliendo di non presentare un brano musicale ma di affidarsi alla potenza di un testo poetico. La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali, uno spettacolo coreografato per il mondo intero, ha visto dunque un intervento fuori dagli schemi, che ha volutamente spostato l’attenzione dall’intrattenimento a un messaggio universale. Ghali, sul palco dell’iconico stadio San Siro – luogo simbolo di una città in trasformazione, destinato a lasciare spazio a un nuovo impianto – ha declamato con il ritmo cadenzato di un rap i versi di “Promemoria”, opera del maestro Gianni Rodari.
La scelta del testo e il messaggio di pace
La poesia, che elenca con chiarezza disarmante “cose da non fare mai”, culmina in un rifiuto netto e assoluto della guerra, un monito che risuona con particolare forza in un evento globale come quello olimpico. L’artista, il quale nei giorni precedenti aveva espresso pubblicamente il proprio disappunto per alcune limitazioni artistiche imposte, ha così trovato una via alternativa e di straordinario impatto per veicolare il suo pensiero. Indossando un semplice abito bianco, ha conferito alla sua apparizione un’aura di sobrietà e solennità, distaccandosi consapevolmente dall’atmosfera spettacolare del resto della cerimonia, diretta da Marco Balich e costellata di performance di artisti internazionali di primo piano.
Il silenzio della regia televisiva
Un aspetto che non è passato inosservato, suscitando perplessità e interrogativi, è stato il trattamento riservato all’esibizione dalla telecronaca Rai, la cui regia ha deciso di non commentare in alcun modo il passaggio di Ghali. Mentre le immagini del cantautore che recitava i versi di Rodari scorrevano in mondovisione, il commento è rimasto volutamente assente, creando un vuoto di parole che ha finito per accentuare, paradossalmente, la potenza del messaggio trasmesso esclusivamente attraverso la poesia. Questo silenzio ha generato un piccolo giallo mediatico a margine dell’evento, portando molti a chiedersi le ragioni di una tale omissione in un momento così significativo e già ampiamente discusso nei giorni precedenti la kermesse.
Le polemiche preliminari e l’esito della performance
Le discussioni, d’altronde, avevano accompagnato l’artista fin dall’annuncio della sua partecipazione, dopo che aveva rivelato, attraverso un post sui social network, di aver ricevuto il divieto di eseguire l’inno nazionale italiano e di utilizzare la lingua araba durante la sua performance. Quelle dichiarazioni avevano a loro volta innescato un dibattito pubblico, attirando critiche anche da parte di alcune voci del mondo dello spettacolo. Alla fine, di fronte a un pubblico globale, Ghali ha optato per una soluzione che ha superato ogni confine linguistico e musicale, agganciandosi alla tradizione letteraria italiana per lanciare un appello alla pace, il quale, nonostante il silenzio dei telecronisti, ha raggiunto direttamente gli spettatori attraverso la forza semplice e diretta dei versi di Rodari.




