Biathlon, la staffetta mista azzurra trionfa a Nove Mesto con una gara perfetta
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Redazione Sport
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A tredici giorni esatti dall’inizio dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, il biathlon italiano regala un saggio di potenza e coesione, conquistando la vittoria nella staffetta mista dell’ultima tappa di Coppa del mondo disputata a Nove Mesto na Morave, in Repubblica Ceca. Il quartetto, composto da Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Lukas Hofer e Tommaso Giacomel, ha chiuso al primo posto una gara intensamente tattica, precedendo sul podio la Francia e, al terzo posto, i padroni di casa cechi che hanno resistito nel finale alla rimonta statunitense. La vigilia della competizione, peraltro, era stata segnata da un episodio giudiziario-sportivo, con la conferma – poco prima della partenza – della squalifica della squadra tedesca nella Single Mixed a causa di un’irregolarità commessa da un suo atleta in uscita dalla piazzola di tiro, per non aver sistemato correttamente la carabina.
Il racconto della gara e il ruolo dei veterani
La progressione azzurra, che segue di poche ore un’altra straordinaria vittoria italiana nello sci alpino, si è costruita lungo i quattro frazionamenti della staffetta, trovando il suo punto di svolta nelle performance degli uomini. Lukas Hofer, atleta di esperienza che sembra aver trovato una condizione fisica eccezionale a ridosso dell’appuntamento a cinque cerchi, ha infatti operato una rimonta di notevole impatto sulla Francia, preparando il terreno per l’ultimo frazionista. A Tommaso Giacomel, dunque, è toccato il compito di amministrare e consolidare quel vantaggio, missione che l’atleta ha assolto con una freddezza e un dominio sugli sci che hanno lasciato poco spazio agli avversari.
Giacomel chiude il cerchio e proietta verso Anterselva
La frazione conclusiva di Giacomel è apparsa, sin dai primi metri, decisiva per le sorti della gara: solido al poligono, dove gli errori sono spesso fatali, e irresistibile nella fase di sci, ha progressivamente allungato sui diretti inseguitori, rendendo vano ogni tentativo di recupero da parte del francese Fillon Maillet. Questo successo, il terzo per l’Italia nel format della staffetta mista in Coppa del mondo, assume un valore che trascende la singola vittoria, configurandosi come un test generale di condizione e di affiatamento. La formazione schierata, del resto, è quella che con ogni probabilità verrà riproposta l’8 febbraio ad Anterselva per la gara olimpica, evento che richiamerà circa trentamila spettatori e sul quale convergono ora le aspettative di un intero movimento.
Un messaggio chiaro in vista dei Giochi
Il trionfo, arrivato dopo una giornata già esaltante per lo sport italiano, non si limita a essere un brillante episodio di fine gennaio, ma rilancia con forza le ambizioni olimpiche del settore. L’equilibrio tra le due atlete, entrambe capaci di tenere la gara in alta classifica senza cedere posizioni, e l’esplosività dei due uomini, specialmente nell’ultimo cambio, delinea un quadro di squadra matura e competitiva. La gara di Nove Mesto, insomma, oltre a consegnare un trofeo, ha fornito una risposta convincente ai dubbi sulla tenuta sotto pressione, proiettando il quartetto verso l’appuntamento di febbraio con la consapevolezza di poter lottare per le posizioni più alte anche sul palcoscenico di casa.




