Groenlandia, Usa-Danimarca firmano l'intesa sulla sicurezza: cosa prevede l'accordo
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Redazione Esteri
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La Groenlandia, la Danimarca e gli Stati Uniti firmeranno un accordo sulla sicurezza del territorio artico nel corso dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. La cerimonia è prevista per le 10.30 ora locale, le 16.30 in Italia, presso la sede delle Nazioni Unite. A siglare l'intesa saranno il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen, la premier danese Mette Frederiksen e il presidente americano Donald Trump, secondo quanto annunciato dall'ufficio della presidente del Consiglio danese.
Un negoziato lungo mesi
L'accordo arriva dopo un periodo di forti tensioni tra Washington e Copenaghen, innescate dalle ripetute dichiarazioni di Trump sull'intenzione di acquisire il controllo della Groenlandia, avanzate già nel corso del suo primo mandato e poi rilanciate con insistenza dopo il ritorno alla Casa Bianca. L'isola, la più grande del mondo, è un territorio autonomo all'interno del Regno di Danimarca, con una posizione strategica nel cuore dell'Artico e risorse minerarie rilevanti, tra cui terre rare e idrocarburi.
Le rivendicazioni americane avevano suscitato preoccupazione tra gli alleati europei e all'interno della stessa Nato, generando interrogativi sulla tenuta dell'alleanza atlantica di fronte alle ambizioni di un membro fondatore.
Le posizioni delle parti
Trump, in un post pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, ha annunciato che l'intesa conferisce agli Stati Uniti il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre esigenze in Groenlandia, definendola un accordo a durata illimitata e senza costi per Washington. Il presidente americano ha inoltre sottolineato che nessun avversario degli Stati Uniti potrà stabilire basi militari sull'isola, mantenervi una presenza militare o effettuare investimenti sensibili senza l'approvazione scritta americana.
Da parte loro, la premier danese e il primo ministro groenlandese hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si afferma che il testo riconosce la sovranità e l'integrità territoriale del Regno di Danimarca, nonché il diritto all'autodeterminazione del popolo groenlandese. Frederiksen ha parlato di un accordo che rafforza la sicurezza comune nell'Artico e nel Nord Atlantico e che risulta positivo anche per la Nato e per l'Europa.
La reazione dei mercati
Sul fronte finanziario, l'annuncio dell'intesa ha prodotto un'immediata ondata di acquisti sui titoli legati alla Groenlandia quotati a Wall Street. Nelle contrattazioni pre-mercato di lunedì, Greenland Energy ha registrato un rialzo superiore al 150 per cento, Greenland Mines ha guadagnato oltre il 70 per cento e Critical Metals ha sfiorato il 30 per cento.
Le tre società operano in settori diversi: la prima è attiva nell'esplorazione di idrocarburi nel bacino di Jameson Land, sulla costa orientale dell'isola; la seconda controlla progetti per oro, palladio, platino e terre rare; la terza detiene il progetto Tanbreez, considerato uno dei maggiori depositi conosciuti di terre rare pesanti. Il mercato sembra scontare l'ipotesi che una presenza americana più strutturata possa favorire maggiori investimenti infrastrutturali e un sostegno politico allo sviluppo delle risorse locali.
Il quadro giuridico preesistente
Vale la pena ricordare che gli Stati Uniti dispongono già di una base militare in Groenlandia, la Pituffik Space Base, situata nella parte settentrionale dell'isola e operativa fin dagli anni della Guerra Fredda. L'installazione svolge funzioni di allerta missilistica precoce, operazioni spaziali e sorveglianza dell'Artico. Le prime indiscrezioni circolate dopo l'annuncio dell'intesa indicano che Washington potrebbe aprire fino a tre nuove basi militari nel sud della Groenlandia, anche se né l'ufficio della premier danese né la Casa Bianca hanno confermato ufficialmente questo dettaglio.
Prima di entrare in vigore, l'accordo dovrà comunque superare i necessari passaggi parlamentari in Danimarca e in Groenlandia.
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