Atalanta batte Roma e vola in Champions, Lookman e Sulemana protagonisti
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Redazione Sport
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L’Atalanta ha chiuso l’ultimo turno di Serie A con una vittoria che vale la qualificazione aritmetica alla Champions League, piegando la Roma per 2-1 in un Gewiss Stadium che ha vissuto una serata di emozioni contrastanti. Tra l’entusiasmo per il traguardo raggiunto e il ricordo di due tifosi scomparsi – Riccardo Claris e Oliviero Garlini, commemorati con striscioni e un minuto di silenzio – la squadra di Gian Piero Gasperini ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di emergere nei momenti decisivi.
Ademola Lookman, spesso in ombra in questa stagione, ha ritrovato la sua verve al momento giusto, creando scompiglio in area di rigore e contribuendo alla pressione offensiva che ha logorato la difesa giallorossa. Ma è stato Ibrahim Sulemana, finora relegato a ruoli marginali, a scrivere il suo nome nella storia della partita: il suo gol, il primo in maglia nerazzurra, ha spezzato l’equilibrio e regalato i tre punti che proiettano l’Atalanta tra le grandi d’Europa.
La Roma, al contrario, esce sconfitta da un match che poteva tenerla aggrappata al sogno Champions, ma che invece la allontana ulteriormente dalla zona-quattro. Ora i giallorossi, sesti in classifica, devono fare i conti con un calendario insidioso: Milan e Torino attendono, mentre Juventus e Lazio – entrambe a un solo punto di distanza – hanno prospettive più favorevoli.
La partita ha avuto anche un episodio controverso, risolto grazie all’intervento del Var: al 18’, l’arbitro Sozza aveva inizialmente concesso un rigore alla Roma per un presunto fallo di Pasalic su Koné, ma la revisione video ha chiarito l’assenza di contatto, evitando un possibile errore che avrebbe alterato il risultato. Una decisione che ha riacceso il dibattito sull’importanza della tecnologia, ma che soprattutto ha preservato l’equilibrio di una gara già di per sé intensa.
Il settore ospiti, gremito di giovani tifosi selezionati da Atalanta, Roma e associazioni affiliate, ha aggiunto un tocco di vivacità alla serata, mentre le curve, in segno di lutto, hanno rinunciato a coreografie e cori. Un silenzio carico di rispetto, rotto solo dall’applauso finale per Garlini, storico sostenitore nerazzurro.




