Zuppi celebra messa a San Luca dopo il furto: "Una violenza che ci ha colpiti tutti"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il porporato, salito al colle della Guardia poco dopo le sette di mattina, ha voluto officiare una celebrazione eucaristica che lui stesso ha definito di riparazione, un atto liturgico che assume un significato profondo se letto alla luce di quanto accaduto nelle ore precedenti, quando mani ignote hanno violato la teca che custodisce l'immagine mariana. Non si è trattato, ha spiegato l'arcivescovo ai fedeli raccolti in una cinquantina davanti all'altare, soltanto di un danno materiale o della sottrazione di monili, per quanto questi ultimi rappresentino ex voto, doni offerti nei decenni e carichi di storie personali e di sofferenze, come nel caso di un anello appartenuto a un sacerdote scomparso; la ferita, per Zuppi, è più profonda e riguarda il valore identitario che quell'icona, dipinta secondo la tradizione dall'evangelista Luca e giunta a Bologna verso la fine del Duecento, incarna per l'intera città, credenti e non credenti.

La dinamica dell'irruzione, ricostruita dagli investigatori della Squadra mobile, parla di un'azione compiuta sfruttando i ponteggi di un cantiere allestito sul lato destro del santuario: un accesso, questo, che ha permesso ai malviventi di eludere i sistemi di sorveglianza, volutamente disattivati proprio in considerazione dei lavori in corso. Una volta all'interno, i ladri hanno forzato la chiusura notturna che protegge l'immagine e hanno infranto il vetro antiurto che ricopre la lastra d'argento, la cosiddetta riza, lasciando però intatto il dipinto duecentesco, scampato fortunosamente a danni ben più gravi. Il rettore del santuario, giunto all'alba, ha raccontato lo sconvolgimento provato nel vedere lo scenario di devastazione, con la porta della sagrestia divelta e gli oggetti sacri sparsi, una visione che gli ha fatto temere il peggio prima di constatare che la Madonna, pur spogliata dei suoi ornamenti, era ancora lì.

L’offesa arrecata a un simbolo che travalica la fede

Nel commentare il gesto, il cardinale ha voluto sottolineare come la violazione di un luogo sacro, e in particolare di un'immagine tanto venerata, finisca per generare un sentimento di vulnerabilità che coinvolge l'intero tessuto sociale, un senso di esposizione che prescinde dall'appartenenza religiosa. La basilica di San Luca, del resto, non è soltanto un luogo di culto tra i più frequentati, meta di pellegrinaggi lungo lo storico portico più lungo del mondo, ma costituisce un emblema laico e civile per Bologna, un punto di riferimento che campeggia sul crinale della città e che persino la tifoseria locale ha eletto a proprio vessillo. Ed è in quest'ottica che va letta l'omelia del presule, laddove ha paragonato quanto successo a un dolore familiare, quello che si prova quando è la madre a soffrire, spingendo i figli a riunirsi per manifestarle affetto e solidarietà in un momento di prova.

Le indagini e l'esiguo valore economico del bottino

Gli agenti della polizia scientifica, intervenuti sul posto immediatamente dopo la scoperta del furto, hanno avviato i rilievi del caso, concentrandosi su un guanto lasciato dai malviventi e sulle immagini a circuito chiuso della zona, nel tentativo di risalire all'identità dei responsabili. Un aspetto, questo dell'indagine, che si intreccia con la natura stessa della refurtiva: i gioielli asportati, tra cui anelli e collanine, rappresentano infatti un bottino dal valore venale relativamente contenuto, trattandosi per lo più di oggetti dalla fattura semplice ma dal grande significato affettivo e devozionale. Un paradosso, se si vuole, che rende ancora più incomprensibile la violenza del gesto, finalizzato a impadronirsi di beni la cui principale ricchezza risiede nella storia di fede e di speranza che ogni donatore ha affidato loro, un patrimonio immateriale che nessuna recinzione può proteggere.

La Quaresima e l’amaro monito del teologo Mancuso

A volgere lo sguardo sul significato più ampio dell'episodio è intervenuto anche il teologo Vito Mancuso, il quale ha offerto una riflessione che parte dalla constatazione di come nemmeno la sacralità di un luogo riesca più a costituire un argine. Il fatto che il furto sia avvenuto all'indomani del mercoledì delle Ceneri, giorno che dà inizio al periodo quaresimale tradizionalmente dedicato alla riflessione e al raccoglimento, assume per Mancuso i contorni di un segno dei tempi, la spia di una società che ha smarrito la capacità di fermarsi di fronte al mistero. Una provocazione intellettuale, la sua, che invita a leggere la cronaca nera non soltanto come un fatto di ordine pubblico, ma come uno specchio in cui si riflette l'ansia di un'epoca che fatica a riconoscere confini, anche di fronte a ciò che da secoli viene considerato intoccabile.

Description: Il cardinale Zuppi celebra una messa di riparazione dopo il furto dei gioielli alla Madonna di San Luca a Bologna. Indagini in corso per un gesto che ha ferito la città.

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