Cinzia Macchioni investita e uccisa a Villongo: l’automobilista, dopo l’impatto, avrebbe proseguito la marcia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Corpo senza vita di Cinzia Macchioni, sessantaquattro anni, residente a Credaro, è stato ritrovato sull’asfalto della strada provinciale 81, al confine tra Villongo e Foresto Sparso, intorno alle dodici e un quarto di lunedì mattina. La donna, che lavorava come addetta alle pulizie presso il bottonificio Bap di Foresto Sparso, aveva da poco terminato il turno e, come ogni giorno, stava rientrando a piedi all’abitazione, percorrendo il ciglio della carreggiata. È stato in quel tragitto – breve, abituale, apparentemente privo di rischi – che una Citroen C3 condotta da un uomo di trentun anni, residente nel Basso Sebino, l’ha falciata. Secondo i primi rilievi della polizia locale, il conducente viaggiava in direzione di Villongo, forse con il sole contro; le dinamiche esatte dello scontro restano ancora al vaglio degli inquirenti.

La fuga e l’omissione di soccorso: cosa rischia il guidatore

Ciò che trasforma questo ennesimo incidente stradale in un fatto giudiziariamente rilevante non è solo la morte della sessantaquattrenne, ma il comportamento successivo del trentunenne alla guida della Citroen. Stando alle prime testimonianze raccolte sul posto e alle verifiche effettuate dalle forze dell’ordine, l’automobilista non si sarebbe fermato dopo l’impatto: avrebbe invece proseguito la marcia, allontanandosi senza prestare soccorso. L’uomo – che al momento non risulta indagato formalmente – si è comunque presentato spontaneamente alle autorità nelle ore successive. Su di lui potrebbe ora pendere l’ipotesi di reato di omissione di soccorso, aggravata dall’esito mortale dell’investimento. La magistratura sta valutando se acquisire le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, molte delle quali puntate lungo la provinciale.

La vittima, una vita discreta spezzata sulla strada del ritorno

Cinzia Macchioni, classe 1960, era conosciuta a Credaro come una persona riservata, dedita al lavoro e alla famiglia. L’impiego alla Bap – una realtà industriale che produce bottoni e che sorge esattamente sul confine tra Villongo e Foresto Sparso – la vedeva impegnata ogni mattina nelle pulizie. Non aveva mai avuto patenti né particolari dimestichezza con i motori, preferendo spostarsi a piedi anche quando le distanze superavano il chilometro. Quel lunedì, la provinciale era poco trafficata; per cause ancora da chiarire – forse una manovra azzardata, forse un momento di distrazione del conducente, forse una combinazione di visibilità ridotta e posizione della donna sul ciglio – l’impatto è stato fatale. I sanitari del Suem 118, giunti sul posto dopo la segnalazione di alcuni automobilisti di passaggio, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Il lutto del marito: un post straziante sui social

Tiziano Milzoni, marito della vittima, ha affidato a un breve messaggio pubblicato su Facebook il dolore che lo ha travolto. “Mi hanno ucciso mia moglie in un incidente stradale, adesso sono solo senza lei” – ha scritto, condensando in poche parole una desolazione che non necessita di aggettivi. L’uomo, visibilmente provato, non ha aggiunto dettagli né rivolto accuse pubbliche al conducente, limitandosi a manifestare la propria lacerazione privata. Nessun commento è arrivato, al momento, dalla direzione del bottonificio Bap né dai colleghi della donna, che pure lunedì mattina l’avevano vista uscire regolarmente all’ora di pranzo. La salma di Cinzia Macchioni è stata restituita alla famiglia dopo i rilievi del medico legale; le esequie non sono ancora state fissate. Gli investigatori continuano a sentire testimoni e a verificare lo stato manutentivo del tratto stradale, sul quale in passato si erano già verificati altri sinistri.

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