Emergenza maltempo nel cosentino, esondati due fiumi e famiglie isolate: allerta arancione in Calabria
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Redazione Interno
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L'ondata di maltempo che nelle ultime ore si è abbattuta sulla Calabria, e in particolar modo sull'area del cosentino, ha provocato lo straripamento di due corsi d'acqua, con la piena che ha isolato alcune abitazioni e costretto decine di famiglie a misure di prevenzione o, in taluni casi, a veri e propri allontanamenti cautelativi. Il fiume Busento, in località Molino Irto al confine tra i territori di Dipignano e Cosenza, ha rotto gli argini invadendo le aree circostanti e danneggiando diverse autovetture che si trovavano parcheggiate nelle vicinanze -3. Analogamente, il fiume Campagnano, che scorre nell'area metropolitana tra Cosenza e Rende, è esondato in più punti riversando sull'asfalto una massa d'acqua mista a fango che ha reso impraticabili numerose arterie stradali -3. Le squadre dei vigili del fuoco, supportate dalla Protezione civile regionale e dai carabinieri forestali, stanno operando senza sosta in un contesto reso particolarmente complesso dalla saturazione dei terreni, i quali, dopo settimane di piogge pressoché ininterrotte, non riescono più ad assorbire le precipitazioni.
Frane e viabilità in tilt, la situazione a Sant'Agata di Esaro e Fuscaldo
Oltre ai danni causati dalle esondazioni, il dissesto idrogeologico sta mettendo a dura prova l'intera provincia. Un nuovo movimento franoso, infatti, si è verificato lungo la strada provinciale SP263 nel territorio di Sant'Agata di Esaro, all'altezza del chilometro 14,600. L'ente provinciale, attraverso i propri canali ufficiali, ha prontamente segnalato l'accaduto, informando la cittadinanza del cedimento e richiedendo la massima attenzione nella zona -3. Non si tratta di un episodio isolato: già nelle ore precedenti, un'altra frana di vaste proporzioni aveva interessato la viabilità a Fuscaldo, in località Pesco, sulla strada provinciale che collega il centro storico. Qui, una massa di detriti e alberi sradicati si è riversata sulla carreggiata, invadendola completamente e costringendo la polizia locale a interdire il transito, anche in considerazione del fatto che il movimento franoso risulta tuttora attivo e in evoluzione -3.
Le conseguenze del ciclone e l'allerta meteo in Italia
Le precipitazioni, che continuano a cadere con insistenza, hanno superato in alcune stazioni di rilevamento i 260 millimetri di accumulo nelle sole quarantotto ore, un dato che da solo spiega la furia con cui i torrenti si sono ingrossati -3. Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, intervenuto pubblicamente per aggiornare i cittadini, ha parlato di "ore difficili", annunciando l'attivazione del sistema comunale di Protezione Civile e raccomandando, con un messaggio diretto alla popolazione, di limitare gli spostamenti e di evitare assolutamente le aree prossime ai corsi d'acqua -3. La situazione non è meno critica nel Messinese, dove raffiche di vento che hanno toccato i 100 chilometri orari hanno flagellato la città e la provincia, causando la caduta di decine di alberi anche di grandi dimensioni, il crollo di pali della luce e cartelloni pubblicitari, oltre a diffusi allagamenti e al blackout elettrico in diverse aree come Camaro Superiore e Mili San Marco -3. Le conseguenze del maltempo, del resto, hanno portato all'emissione di un'allerta arancione per la giornata odierna in Calabria, mentre è stata diramata un'allerta gialla in altre quattro regioni italiane: Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria -4. Per precauzione, e in considerazione dei pericoli legati al vento e al dissesto, i sindaci di diverse località hanno disposto la chiusura delle scuole: ad Alghero, dove i danni al patrimonio arboreo sono stati ingenti, così come in molti comuni calabresi e siciliani -4-9.
Il dramma dei giovani feriti e l'evoluzione del vortice ciclonico
Nel Sassarese, nella giornata di ieri, il forte vento è stato causa di incidenti che hanno visto protagonisti tre giovani, rimasti feriti a causa della caduta di alberi -4. Un quadro, questo, che disegna una regione e un intero Mezzogiorno messi in ginocchio da una perturbazione che non dà tregua. L'eccezionalità dell'evento, secondo gli esperti, è da ricercare nella cosiddetta "Porta Atlantica", una configurazione atmosferica che da inizio gennaio convoglia senza sbarramenti perturbazioni cariche di umidità oceanica verso il Mediterraneo, trasformando l'inverno in un autunno prolungato -1. Se per domenica è atteso un lieve miglioramento, con il vortice ciclonico che dovrebbe gradualmente spostarsi verso levante, la tregua potrebbe essere di breve durata, ma al momento le autorità restano concentrate sulla gestione dell'emergenza in corso, con decine di interventi ancora in attesa di essere completati e la necessità di mettere in sicurezza le aree più colpite da frane e allagamenti -1-4.




