Maltempo al Sud, famiglie isolate e due fiumi esondati in Calabria. Frana in Costiera Amalfitana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia centro-meridionale sta affrontando una nuova e violenta ondata di maltempo, che nelle ultime ore ha messo in ginocchio diverse regioni con particolare riferimento alla Calabria e alla Sicilia, senza peraltro risparmiare la Campania e il Lazio, dove purtroppo si è consumata una tragedia. Il quadro meteorologico, caratterizzato da un flusso incessante di correnti umide atlantiche, quella che i meteorologi definiscono “Porta Atlantica” spalancata, ha trasformato il versante tirrenico in un bersaglio fisso di perturbazioni a ripetizione -3-7. Il suolo, saturo d’acqua dopo settimane di piogge ininterrotte, non riesce più ad assorbire le nuove precipitazioni, e questo ha portato al rapido innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua, molti dei quali hanno finito per superare gli argini.

La situazione più critica, allo stato attuale, si registra nel Cosentino, dove due fiumi, il Busento e il Campagnano, sono esondati in più punti a causa delle precipitazioni intense e persistenti cadute nel corso della notte -1-4. Il Busento, in particolare, ha iniziato a uscire dal suo letto intorno alle tre e mezza di notte in località Molino Irto, un'area al confine tra i comuni di Dipignano e Cosenza, riversando una massa d'acqua e fango che ha invaso le aree circostanti e danneggiato numerose autovetture in sosta, alcune delle quali sono state letteralmente trascinate via dalla corrente -2-6. Non lontano, anche il fiume Campagnano è straripato in alcuni tratti compresi tra i territori di Cosenza e Rende, con l'acqua che ha ricoperto l'asfalto di diverse strade, rendendole impraticabili e provocando l'isolamento di alcune famiglie che i soccorritori stanno tentando di raggiungere con ogni mezzo -1. I vigili del fuoco, supportati dalla protezione civile e dai carabinieri forestali, sono al lavoro senza sosta in un contesto reso ancora più complicato dalle oltre cento richieste di intervento in coda, con piogge che in 48 ore hanno superato i 260 millimetri di accumulo -1-2.

Il ciclone Nils flagella il Reggino e il Catanzarese tra vento e mareggiate

La furia del maltempo, che i meteorologi hanno ribattezzato ciclone Nils, non ha risparmiato neppure la provincia di Reggio Calabria, dove le raffiche di vento hanno raggiunto punte superiori ai 110 chilometri orari, creando non pochi disagi e danni ingenti. Alberi e rami sono caduti in diverse zone della città e nelle aree periferiche, mentre il vento impetuoso ha scoperchiato alcuni tetti e ha reso necessario dirottare su Catania due voli provenienti da Barcellona e Milano Malpensa, atterrati regolarmente nello scalo reggino solo in un secondo momento. Situazione analoga anche nel catanzarese, dove una scuola primaria è rimasta parzialmente danneggiata a causa del cedimento della copertura, e numerose strade provinciali sono state chiuse al traffico, come la provinciale 64 a Decollatura, interrotta da una frana che ha richiesto l'intervento immediato delle squadre Anas per la messa in sicurezza e la gestione delle deviazioni. Le coste, inoltre, sono flagellate da violente mareggiate con onde che in alcuni tratti del Tirreno hanno raggiunto i cinque metri d'altezza, mettendo in difficoltà la navigazione e minacciando le infrastrutture a ridosso del litorale, come a Paola, nel Cosentino, dove il lungomare su cui passa la linea ferroviaria è costantemente monitorato.

L'emergenza si estende dalla Sicilia alla Campania, con una tragedia nel Lazio

L'ondata di maltempo ha esteso i suoi effetti anche sulla Sicilia, dove la città di Messina e la sua provincia sono state investite da una vera e propria bufera con venti che hanno superato i cento chilometri orari, causando il crollo di decine di alberi di grandi dimensioni e cartelli stradali, oltre a diffusi allagamenti e blackout elettrici in diverse aree come Camaro Superiore e Mili San Marco. A Santa Margherita, un furgone si è ribaltato sul lungomare a causa della forza del maestrale, mentre l'autostrada tra Messina e Giarre è stata temporaneamente chiusa e le isole Eolie sono rimaste di fatto isolate, con i collegamenti marittimi ridotti all'osso. In Campania, la situazione non è meno complessa: una frana lungo la statale 163 Amalfitana, nel cuore della Costiera, ha provocato lo sgombero precauzionale di sei nuclei familiari, con circa cinquanta metri cubi di detriti finiti sulla carreggiata. Smottamenti e allagamenti si sono verificati anche nel Cilento, dove a Camerota la forza del mare ha depositato pietre e sabbia sulla strada regionale del Mingardo, e nel Napoletano, dove ad Arzano quattordici famiglie sono state fatte evacuare da un edificio pericolante. Il bilancio di questi eventi atmosferici, purtroppo, conta anche una vittima: un uomo di cinquantotto anni è morto a Formello, nell'hinterland romano, dopo che una frana di un costone, probabilmente causata dalle piogge degli ultimi giorni, ha travolto la palazzina di tre piani dove risiedeva.

Monitoraggio costante dei fiumi e una regione divisa tra allerte arancioni e gialle

Mentre la Protezione Civile continua a monitorare costantemente il livello dei fiumi, in particolare la confluenza tra Crati e Busento, le autorità locali invitano la popolazione alla massima prudenza, limitando gli spostamenti allo stretto necessario e evitando le aree a rischio. La Calabria, in base ai bollettini ufficiali, rimane divisa in due: allerta arancione su tutta la fascia tirrenica, dove il rischio idrogeologico rimane elevato e si attendono possibili nubifragi, e allerta gialla sul versante ionico e nelle zone interne, dove le precipitazioni, seppur meno intense, continuano comunque a rappresentare una criticità per un territorio già provato. L'attenzione resta altissima anche in vista delle prossime ore, con il suolo ormai saturo e i corsi d'acqua gonfi che non lasciano spazio a tregua, mentre i soccorritori proseguono senza sosta il loro lavoro per portare aiuto alle famiglie isolate e ripristinare la viabilità interrotta dalle numerose frane segnalate, come quelle che hanno costretto alla chiusura di tratti della statale 107 Silana-Crotonese e della statale 18 Tirrena Inferiore.

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