La Calabria nella morsa di Nils: fiumi esondati e voli dirottati, la regione affronta l'emergenza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il violento sistema perturbato, battezzato “Mega-Ciclone” Nils dagli esperti e abbattutosi sul Mediterraneo tra giovedì 12 e venerdì 13 febbraio, ha concentrato i suoi effetti più devastanti sulla Calabria, una regione, come è noto, già provata dal punto di vista idrogeologico e costretta a fare i conti con una sequenza impressionante di eventi meteorologici estremi in rapida successione -4. Le piogge torrenziali, la cui intensità ha raggiunto accumuli superiori ai 260 millimetri in alcune zone nell'arco di 48 ore, hanno gonfiato oltre ogni limite i corsi d'acqua, provocando criticità diffuse soprattutto nella provincia di Cosenza, sebbene l'intero versante tirrenico e le aree interne versino in condizioni di grave disagio -3. Il suolo, saturo d'acqua a causa delle precipitazioni incessanti che durano ormai da oltre un mese e che avevano già flagellato la regione con il passaggio del precedente ciclone Harry, non è stato in grado di assorbire ulteriori apporti idrici, innescando frane e smottamenti a catena che stanno tenendo in scacco la viabilità e mettendo a dura prova la macchina dei soccorsi -8.
Operazioni di salvataggio e viabilità in tilt nel Cosentino
Le conseguenze più drammatiche dell'ondata di maltempo si sono materializzate nella zona di Grisolia, dove l'esondazione dei fiumi ha reso impraticabili numerose strade e ha isolato diverse abitazioni. I vigili del fuoco, in particolare le squadre specializzate nel soccorso fluviale, sono intervenuti con i gommoni per trarre in salvo dieci persone che si trovavano in difficoltà a causa dell'acqua che aveva invaso le loro case. Un analogo scenario di emergenza si è verificato a Rogliano, dove quattro cittadini erano rimasti isolati a causa di una frana che aveva interrotto ogni via di comunicazione, e solo l'intervento tempestivo dei soccorritori ha permesso di raggiungerli e metterli in sicurezza. La furia delle acque non ha risparmiato il litorale: il lungomare di Diamante e Grisolia, a nord del capoluogo, è stato completamente sommerso e di conseguenza chiuso al traffico, con immagini che hanno mostrato autovetture intrappolate in mezzo a vere e proprie colate d'acqua e fango. Il bilancio degli interventi richiesti ai vigili del fuoco sull'intero territorio regionale ha superato le 130 unità, un numero destinato verosimilmente a crescere nelle ore successive al manifestarsi di nuove criticità -3.
Il Comitato per la Viabilità si riunisce a Catanzaro
Di fronte a uno scenario così complesso e in rapida evoluzione, il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha convocato d'urgenza il Comitato Operativo per la Viabilità. L'organismo, riunitosi in data odierna, ha posto al centro del proprio confronto l'analisi dei numerosi disagi che hanno colpito la mobilità, in particolare nell'area del Lametino, dove frane e smottamenti hanno reso impercorribili diversi tratti stradali, isolando di fatto piccoli centri e frazioni. L'obiettivo dell'incontro è stato quello di focalizzare l'attenzione sui primi interventi di messa in sicurezza già effettuati dalle squadre Anas e dalla Protezione civile, al fine di garantire, non appena le condizioni lo permetteranno, una adeguata e sicura mobilità per i cittadini, molti dei quali si sono trovati nell'impossibilità di raggiungere i luoghi di lavoro o di fare ritorno alle proprie abitazioni. La riunione ha certificato la necessità di un coordinamento stretto tra tutti gli enti preposti per far fronte a un'emergenza che ha messo in luce, ancora una volta, la vulnerabilità del territorio calabrese -7.
Il caos nei cieli del Sud tra voli cancellati e dirottamenti
Oltre ai disagi sulla terraferma, la violenza del ciclone Nils, con raffiche di vento che hanno superato i 150 chilometri orari, ha letteralmente paralizzato il traffico aereo sugli scali del Sud Italia -4. Gli aeroporti di Reggio Calabria e Trapani Birgi sono risultati di fatto inavvicinabili a causa delle turbolenze e delle condizioni meteo proibitive, costringendo i comandanti dei voli in arrivo a manovre di emergenza. La situazione più clamorosa si è verificata a bordo di un volo Ryanair proveniente da Barcellona, che dopo un primo tentativo di atterraggio fallito a Reggio Calabria è stato costretto a dirottare su Trapani, per poi trovarsi nell'impossibilità di atterrare anche in quel sito a causa del vento impetuoso; il velivolo ha infine trovato riparo sull'aeroporto di Palermo, in quello che è stato un vero e proprio calvario per i passeggeri. Complessivamente, sono stati nove i voli che hanno subito dirottamenti o cancellazioni tra i due scali, gettando nel caos la programmazione dei viaggiatori e creando non poche difficoltà gestionali alle compagnie aeree, già alle prese con un periodo di intensa attività -3. Le immagini dei velivoli scossi dalle raffiche e le testimonianze dei passeggeri hanno raccontato momenti di autentico panico ad alta quota, confermando la ferocia di una perturbazione che ha messo in ginocchio interi settori della vita civile e economica della regione.




