La Calabria flagellata dal ciclone Ulrike: fiumi esondati e decine di evacuati tra Cosenza e Catanzaro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ciclone Ulrike, abbattutosi con violenza sulla Calabria, ha letteralmente stravolto il territorio cosentino e catanzarese, costringendo decine di famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni e i soccorritori a operare senza sosta in condizioni proibitive. La furia dell'acqua, alimentata da piogge incessanti e persistenti, ha provocato l'esondazione di numerosi corsi d'acqua, trasformando strade in torrenti e interi quartieri in aree isolate e inaccessibili se non con l'ausilio di gommoni o elitrasporto. A Grisolia, nel Cosentino, sono state tratte in salvo dieci persone rimaste intrappolate nelle loro case allagate, un'operazione che ha visto i vigili del fuoco fluviali impegnati a bordo dei propri mezzi anfibi per raggiungere i residenti in difficoltà. Un copione simile si è ripetuto a Rogliano, dove quattro cittadini, isolati a causa di una frana che aveva reso impraticabile ogni via di fuga, sono stati infine raggiunti e messi in sicurezza dalle squadre di soccorso.

Il Crati rompe gli argini e semina il panico a Tarsia, intere famiglie costrette a lasciare le loro case

La situazione è apparsa fin da subito particolarmente critica lungo l'asta del fiume Crati, le cui acque, gonfie e impetuose, hanno superato gli argini in più punti. A Tarsia, poco fuori Cosenza, la rottura si è verificata in prossimità dell'uscita autostradale, e l'onda di piena ha rapidamente sommerso alcune abitazioni, rendendo necessario l'intervento immediato delle forze dell'ordine per coordinare l'evacuazione. Il sindaco Franz Caruso, costantemente in contatto con la sala operativa, ha dovuto disporre lo sgombero di tredici persone rimaste isolate dalle acque, alcune delle quali sono state successivamente recuperate con l'ausilio di un elicottero dei vigili del fuoco giunto dal reparto volo di Pontecagnano. Non sono mancati i danni anche alla viabilità urbana del capoluogo: un tratto di strada nelle vicinanze della città vecchia è letteralmente crollato, inghiottito dalla forza erosiva dell'acqua, mentre il torrente Jassa, esondando, ha contribuito ad aggravare il quadro di dissesto idrogeologico, con frane e smottamenti che hanno interessato anche le zone collinari come Donnici e Casali del Manco, dove le abitazioni sono minacciate da colate di fango e detriti.

La macchina dei soccorsi in azione tra frane e allagamenti, carabinieri in prima linea nel catanzarese

Non è stata solo la provincia di Cosenza a fare i conti con gli effetti devastanti del maltempo. Anche nel catanzarese, i carabinieri del Comando provinciale sono stati mobilitati in forze per far fronte a una miriade di interventi resisi necessari a causa di frane, smottamenti e allagamenti che hanno messo in ginocchio diversi comuni. Il comandante provinciale, in stretto e costante raccordo con il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, ha coordinato le operazioni di messa in sicurezza del territorio, con pattuglie impegnate a delimitare le aree a rischio e a deviare il traffico. A Marcellinara, uno smottamento ha reso impraticabile la SS 19 in direzione Tiriolo, mentre a Fossato Serralta una frana aveva inizialmente bloccato completamente la SS 109, poi riaperta dopo l'intervento congiunto di carabinieri, Anas e vigili del fuoco. La situazione è apparsa subito complessa anche a Gimigliano, dove la chiusura della strada provinciale 40 – principale arteria di collegamento con il capoluogo – ha di fatto impedito agli studenti di raggiungere gli istituti scolastici, costringendo l'amministrazione locale a disporre la chiusura delle scuole. Nella stessa zona, i militari hanno dovuto interdire l'accesso alla Basilica Minore della Madonna di Porto, completamente circondata dalle acque allaganti, un'immagine, quest'ultima, che restituisce la dimensione di un'emergenza diffusa e capillare.

La protezione civile regionale fa la conta dei danni, allerta gialla per la giornata di sabato

Il direttore della Protezione civile della Regione Calabria, Domenico Costarella, nel fare il punto della situazione, ha descritto una notte "particolarmente complicata" a causa dell'ingrossamento di fiumi e torrenti come il Busento, lo Jassa, il Savuto e lo stesso Crati, la cui piena, dirigersi verso la foce di Sibari, tiene con il fiato sospeso i comuni dell'area jonica. Le squadre dei soccorritori, ha spiegato Costarella in un video messaggio diffuso per informare la popolazione, sono dislocate su tutto il territorio, con particolare attenzione alla zona di Corigliano-Rossano, dove il livello del fiume ha superato la soglia critica e il sindaco Flavio Stasi ha disposto evacuazioni precauzionali nelle località di Turio, Ministalla e Foggia. Numerosi gli interventi per rimuovere alberi caduti e ripristinare la viabilità sulle strade provinciali, molte delle quali sono state chiuse o presentano erosioni e cedimenti. Per la giornata di sabato, è stata diramata un'allerta di colore giallo, a indicare che, nonostante un'attenuazione dei fenomeni, permangono condizioni di rischio idrogeologico su gran parte del territorio regionale.

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