Il ciclone Nils mette in ginocchio la Calabria tra frane, esondazioni e voli dirottati
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La violenta perturbazione che ha investito il Sud Italia, un ciclone battezzato Nils e subentrato a poca distanza di tempo dal precedente Harry, ha provocato una situazione di grave dissesto idrogeologico in Calabria, con i carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro impegnati senza sosta in una fitta rete di operazioni di soccorso e messa in sicurezza del territorio. Le raffiche di vento, che hanno localmente superato i centocinquanta chilometri orari, e le precipitazioni incessanti, con accumuli che in alcune zone hanno toccato i duecentosessanta millimetri nell'arco di quarantotto ore, hanno innescato frane e smottamenti che stanno tenendo in scacco numerose arterie viarie, isolando di fatto intere contrade. Il comandante provinciale dei carabinieri, in costante raccordo con il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, monitora l'evolversi della situazione per coordinare al meglio l'impiego delle forze in campo e rispondere con tempestività alle criticità che emergono minuto dopo minuto da diverse aree della provincia.
Il fiume Crati rompe gli argini e la piana di Sibari finisce sott'acqua
Uno dei quadri più drammatici si è materializzato nel Cosentino, dove la furia del fiume Crati ha avuto la meglio sugli argini in più punti, tra i comuni di Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano, sommergendo vaste zone della piana di Sibari. Le acque hanno invaso contrade come Thurio, Ministalla e Foggia, già evacuate nella giornata di giovedì in via precauzionale dalle autorità locali, un provvedimento che ha permesso di mettere in salvo decine di famiglie prima che la piena raggiungesse le abitazioni e le stalle, dove i danni a strutture e terreni agricoli si preannunciano purtroppo ingentissimi. A Cassano allo Ionio, nella frazione Lattughelle, centinaia di residenti hanno ricevuto l'ordine di abbandonare le loro case, e l'ostruzione della foce del canale dello Stombi ha provocato l'allagamento persino dell'area antistante il Museo archeologico nazionale di Sibari, con sette nuclei familiari del vicino complesso nautico costretti a trovare riparo altrove.
Binari sospesi nel vuoto e collegamenti aerei nel caos
Nel catanzarese, la furia dell'acqua ha letteralmente modificato il paesaggio, come dimostra quanto accaduto nel territorio di Decollatura, nell'Alto Lametino, dove la piena del fiume Amato ha scavato il terreno sotto un tratto della linea ferroviaria Cosenza-Catanzaro, lasciando il binario sospeso per diversi metri sopra il corso d'acqua: un'immagine potentemente evocativa della forza distruttiva degli elementi, sebbene la tratta risulti fuori esercizio dal 2009. Un'emergenza parallela, e di natura completamente diversa, si è consumata nei cieli dello Stretto e della Sicilia, con lo scalo di Reggio Calabria finito nel mirino del ciclone. Qui, la combinazione di turbolenze estreme e vento oltre i centocinquanta chilometri orari ha costretto i piloti a manovre complesse e, in alcuni casi, a rinunciare all'atterraggio dopo aver sorvolato l'aeroporto per oltre un'ora. Un volo Ryanair proveniente da Barcellona e uno da Milano Malpensa sono stati inizialmente dirottati su Catania, ma mentre il secondo è poi riuscito a rientrare a Reggio Calabria nelle ore successive, per il primo l'odissea è proseguita verso Bari, con i passeggeri che hanno toccato terra solo a notte fonda, per poi essere trasferiti in pullman e raggiungere la destinazione finale con oltre dodici ore di ritardo, complice anche il blocco dei traghetti nello Stretto a causa del mare in burrasca. Complessivamente, tra Reggio Calabria e Trapani Birgi, si sono contati nove voli tra dirottati e cancellati, con migliaia di passeggeri rimasti a terra in un venerdì nero per il trasporto aereo regionale.
La macchina dei soccorsi e la risposta istituzionale all'emergenza
Mentre il vento continua a flagellare le coste e i corsi d'acqua restano sotto stretta osservazione, le amministrazioni locali stanno procedendo con la ricognizione dei danni, un lavoro capillare che interessa non solo le aree interne ma anche i centri urbani, come Reggio Calabria, dove il sindaco facente funzioni ha effettuato sopralluoghi nelle frazioni di San Gregorio, Pellaro, Catona e Bocale, aree in cui si concentrano i disagi maggiori. La prefettura di Catanzaro mantiene attivo il Centro coordinamento soccorsi, mentre i sindaci dei comuni colpiti, da Lamezia Terme a Gimigliano, hanno attivato i centri operativi comunali per gestire sul posto le criticità: dal crollo di una strada nel quartiere Casturi di Lamezia, che ha isolato un'intera zona, agli allagamenti che hanno reso inagibile l'area della Basilica di Porto a Gimigliano. Le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e la protezione civile lavorano in sinergia per ripristinare la viabilità sulle statali e sulle provinciali, molte delle quali interrotte da frane e smottamenti, come la SS 107 Silana Crotonese o la SP 40 tra Gimigliano e Catanzaro. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha nel frattempo formalizzato la richiesta al governo per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale e di calamità naturale, in particolare per i comparti agricolo, zootecnico e della pesca, duramente provati da un'ondata di maltempo che ha messo in ginocchio migliaia di imprenditori.




