Il ciclone Nils avvolge l’Italia, venti a 117 km/h e frane in Calabria: è “stato di massimo allarme”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il grande occhio del ciclone Nils, un sistema depressionario che nei giorni scorsi ha letteralmente martoriato la Francia con raffiche da 162 chilometri orari e la Spagna dove la Generalitat ha dovuto sospendere le lezioni a Barcellona, si sta ora chiudendo sul cuore del Mediterraneo. Dopo aver attraversato l’Atlantico e aver scaricato la sua furia sulle Landes e sui Pirenei francesi, la perturbazione — la quattordicesima di questa stagione a ricevere un nome dal gruppo sud-occidentale europeo — ha riorganizzato la sua struttura barica puntando dritta verso i bacini tirrenici -1-2. Le autorità italiane, sulla scorta dei dati forniti dal modello previsionale Moloch del Cnr, hanno dichiarato lo stato di massima allarme: non ci si trova davanti a una semplice perturbazione invernale, bensì a quella che i meteorologi definiscono senza mezzi termini una “bomba meteorologica”.

La risalita del fronte: la Sardegna come prima linea, la Corsica travolta

L’arco di perturbazione, che ha già causato il decesso di un autotrasportatore nel sud-ovest francese e lasciato oltre 850mila famiglie d’oltralpe senza corrente elettrica, sta ora scaricando la sua potenza residua sulle regioni italiane -3-9. La Sardegna è stata la prima a subire l’impatto del muro di ponente; raffiche che hanno superato i 130 chilometri orari hanno spazzato la Gallura e il Nuorese, con i vigili del fuoco costretti a decine di interventi per alberi pericolanti e coperture divelte. I mari, intorno all’isola, hanno già raggiunto un’altezza d’onda prossima ai 12 metri, una condizione che ha di fatto paralizzato i collegamenti marittimi e reso impervia la navigazione nelle Bocche di Bonifacio. Parallelamente, la Corsica — ancora martedì sotto la cappa delle allerte arancioni — sta registrando ora i picchi più elevati della serata, con punte che sui capi esposti hanno toccato e superato i 140 chilometri orari, un valore che conferma come il cuore della tempesta si stia effettivamente trasferendo verso levante -9.

La Calabria già sotto scacco, la conta dei danni e le frane

Se il peggio, stando alle proiezioni orarie, dovrebbe materializzarsi nella notte tra giovedì e venerdì quando il maestrale raggiungerà la sua massima intensità, il Sud Italia sta già facendo i conti con il preludio di Nils. I dati provenienti dalla Calabria disegnano un quadro già critico: ad Allai, nel reggino, l’anemometro ha segnato 109 chilometri orari, mentre a Melito Porto Salvo e a Sant’Elia, nel catanzarese, le raffiche hanno superato rispettivamente gli 85 e i 90 chilometri orari -1-7. Non si tratta solo di vento. Il terreno, già reso instabile dalle piogge del ciclone Harry che solo tre settimane fa aveva provocato il maxi-smottamento di Niscemi e danni per miliardi di euro, sta nuovamente cedendo -4-8. A Fuscaldo, sulla provinciale che conduce alla località Pesco, una frana ha interrotto la viabilità; medesima sorte è toccata alla SP263 a Sant’Agata di Esaro. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha parlato di onde attese fino a cinque metri e mezzo, un’altezza non dissimile da quelle che hanno causato il cedimento dell’autostrada A1 in Portogallo nei giorni scorsi -7.

Il richiamo caldo e il pericolo idrogeologico latente

Ad aggravare ulteriormente la tenuta del territorio non è solamente l’intensità delle precipitazioni, bensì la loro natura. Il ciclone Nils, a differenza di altre perturbazioni invernali, sta operando un potente richiamo di correnti atlantiche relativamente miti. Questo meccanismo, che i modelli del Cnr evidenziano con chiarezza, sta innalzando lo zero termico ben oltre i 1.800 metri. Ne consegue che l’enorme quantità d’acqua in arrivo — si stimano accumuli locali anche di 150-200 millimetri in poche ore su Calabria e Campania — non verrà trattenuta dai rilievi sotto forma di manto nevoso, ma defluirà integralmente a valle -1. I fiumi, già carichi, riceveranno un surplus idrico immediato, e la saturazione dei suoli, ormai cronica dopo un inverno di piogge incessanti, rende il rischio di alluvioni lampo concretissimo e diffuso su tutta la fascia tirrenica centro-meridionale.

Trasporti e cielo: i voli dirottati, la sfida dei piloti

Lo spostamento rapido del fronte perturbato ha messo in crisi anche il sistema aeroportuale. Diversi voli in arrivo verso gli scali siciliani e calabri sono stati dirottati su altri aeroporti a causa delle turbolenze e del wind shear, il repentino cambio di direzione e intensità del vento che si verifica negli strati bassi dell’atmosfera. I cieli del Sud Italia, raccontano i controllori di volo, sono diventati un campo di battaglia per i piloti, costretti a manovre di avvicinamento complesse in condizioni di vento a 90 chilometri orari sulle piste. Anche i collegamenti marittimi con le isole minori stanno subendo pesanti rallentamenti o sospensioni, mentre la Protezione Civile ha esteso l’allerta arancione sulla Calabria tirrenica e su ampie porzioni della Sicilia, in attesa che il cuore di Nils si sposti definitivamente verso il basso Adriatico -7.

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description: Il ciclone Nils si abbatte sull’Italia: raffiche a 117 km/h e frane in Calabria. Allerta massima al Sud, onde alte 12 metri e voli dirottati. La cronaca dell’emergenza.

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