Nuovi nubifragi tra il 16 e il 17 su Calabria e Sicilia, allerta gialla e scuole chiuse a Cosenza
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Redazione Interno
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Non c’è soluzione di continuità per il fronte di maltempo che tiene sotto scatto il Sud Italia, e in particolare la Calabria, dove l’arrivo di un nuovo sistema perturbato – il quarto in poche settimane dopo Ulrike, Nils e Oriana – si prepara a colpire un territorio già provato da esondazioni e frane. Le correnti nord-occidentali, umide e foriere di ulteriori precipitazioni, si stanno incanalando verso il versante tirrenico, una zona che l’orografia non riesce a proteggere: l’effetto è quello di piogge insistenti e persistenti che da Castrovillari si spingeranno verso la valle del Crati e Cosenza, interessando poi la Catena Costiera, l’altopiano della Sila, l’area di Vibo Valentia e, più a sud, il gruppo delle Serre fino all’Aspromonte e al Reggino. Per lunedì 16 e martedì 17 febbraio, infatti, si prevedono nubifragi diffusi -10, con il Dipartimento di Protezione Civile Regionale che ha diramato un messaggio di allertamento unificato esteso all’intera regione, sottolineando il rischio concreto che i fenomeni temporaleschi possano trasformarsi in veri e propri diluvi persistenti -3-6. I sindaci sono stati invitati a prestare la massima attenzione, attivando i piani comunali di emergenza, mentre la fascia tirrenica e le aree interne, quelle che hanno subito i danni maggiori nei giorni scorsi, si preparano ad affrontare un’altra fase critica.
Scuole chiuse a Cosenza e in numerosi comuni, la misura precauzionale dei sindaci
Di fronte alle previsioni che indicano precipitazioni anche di forte intensità, il primo cittadino di Cosenza, Franz Caruso, ha emesso un’ordinanza contingibile e urgente che dispone la chiusura di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, pubblici e privati, nonché del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio”, per le intere giornate di lunedì 16 e martedì 17 febbraio. Una decisione, questa, motivata non solo dall’allerta meteo di colore giallo – che già di per sé implica condizioni di ordinaria criticità per rischio idrogeologico e idraulico – ma anche dalla saturazione del terreno, reso ormai incapace di assorbire ulteriori quantità d’acqua dopo le abbondanti piogge che hanno causato le recenti esondazioni del Crati e numerosi smottamenti. La misura, che riguarda anche i pendolari e la viabilità urbana ed extraurbana, potenzialmente a rischio per la formazione di tratti stradali impraticabili, è stata adottata in via precauzionale da molti altri comuni del cosentino: tra questi, Belsito, Bianchi, Casali del Manco, Cetraro, Fuscaldo, Grimaldi, Malito, Mangone, Marzi, Parenti, Piane Crati, Rogliano, Rose, Santo Stefano di Rogliano e Scigliano hanno già comunicato la serrata delle scuole, in attesa di valutare l’evolversi della situazione.
La dinamica dei venti e le aree a maggior rischio, la vulnerabilità del Tirreno
A determinare l’ennesima ondata di maltempo è la persistenza di correnti nord-occidentali, le più penalizzanti per la Calabria tirrenica: esse, infatti, non incontrano barriere naturali in grado di mitigarne l’impatto e scaricano la loro umidità direttamente sulle aree costiere e sulle valli interne. Le zone che si troveranno nel mirino, a partire dal pomeriggio di lunedì e per le successive 24 ore, sono quelle già segnate dal passaggio dei precedenti cicloni. Se da un lato la tregua concessa nella giornata di domenica 15 febbraio ha permesso una temporanea pausa e una prima ricognizione dei danni, dall’altro non ha fatto che aumentare l’apprensione per l’arrivo della nuova perturbazione. Il Centro Funzionale Multirischi dell’ARPACAL ha elaborato scenari che indicano, per la giornata di lunedì, precipitazioni diffuse e temporali anche di forte intensità su gran parte del territorio regionale, con criticità idrauliche segnatamente concentrate sul versante occidentale e nelle aree interne. I venti di burrasca, che potrebbero raggiungere raffiche vicine ai 100 km/h, agiteranno i mari, sollevando onde e provocando mareggiate lungo le coste esposte, in un contesto in cui la Protezione Civile non esclude che l’allerta possa passare dal giallo all’arancione, a seconda dell’evoluzione dei fenomeni.
Il quarto ciclone si abbatte su una regione già provata, la preoccupazione per i bacini idrografici
Il sistema perturbato in arrivo, che secondo i bollettini meteo potrebbe essere ricordato come il quarto ciclone in un mese, segue di poche ore gli effetti prodotti dal passaggio di Oriana, che hanno lasciato sul terreno una scia di alberi sradicati, frane e danni alle infrastrutture. Il messaggio di pre-allerta inviato a tutti i sindaci calabresi dalla Protezione Civile sottolinea la necessità di monitorare con attenzione i bacini idrografici di rilevanti dimensioni, dove sono possibili fenomeni di esondazione a causa dell’aumento dei livelli idrometrici. I comuni, in particolare quelli della fascia tirrenica cosentina e reggina, sono stati chiamati a presidiare il territorio e a mantenere un costante raccordo con le forze dell’ordine e i volontari, per intervenire prontamente in caso di criticità. La pioggia, che si abbatterà su un suolo che non regge più, rischia di innescare nuove frane e smottamenti, aggravando un quadro già complesso e rendendo ancora più difficile la gestione della viabilità e della sicurezza dei cittadini.




