Il ciclone Ulrike si abbatte sulla Calabria, frane e esondazioni da Catanzaro a Cosenza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’ondata di maltempo che sta attraversando la Penisola, un ciclone battezzato Ulrike e subentrato al precedente Harry, ha trovato nella Calabria uno dei teatri più critici per il suo passaggio, con la regione messa in ginocchio da piogge torrenziali e venti che hanno superato i cento chilometri orari. Il quadro che si presenta nelle prime ore di questa mattina è frammentato in una miriade di interventi di soccorso, con i carabinieri del comando provinciale di Catanzaro mobilitati senza soluzione di continuità per far fronte a frane e smottamenti che hanno letteralmente eroso la viabilità principale e secondaria -1. Il Comandante Provinciale, come si apprende, è in stretto contatto con il prefetto Castrese De Rosa per un coordinamento che cerca di tamponare un'emergenza diffusa capillarmente sul territorio -1. Le strade statali e provinciali, arterie vitali per i collegamenti tra l'entroterra e il capoluogo, sono state in molti punti rese impraticabili: a Marcellinara la Statale 19 è stata chiusa, mentre un altro smottamento ha interdetto la Provinciale 40 tra Gimigliano e Catanzaro, una frana quest'ultima che, di fatto, ha isolato il centro abitato costringendo alla chiusura delle scuole, vista l'impossibilità per gli studenti di mettersi in viaggio in sicurezza -1-9.
Il cosentino assediato dai fiumi e la minaccia del mare sulla ferrovia
Se nel catanzarese la furia dell'acqua si è scatenata prevalentemente dai costoni collinari, nella provincia di Cosenza il nemico è arrivato direttamente dagli argini dei corsi d'acqua, con il fiume Busento che è esondato in località Molino Irto, al confine tra Dipignano e Cosenza, invadendo le aree circostanti e danneggiando alcune autovetture in sosta, mentre il Campagnano ha rotto gli argini in più punti tra Cosenza e Rende riversando fango sull'asfalto -3-7. L'accumulo pluviometrico, che in alcune zone ha superato i 260 millimetri in quarantotto ore, ha reso il terreno una trappola, isolando alcune famiglie che i soccorritori stanno cercando di raggiungere con ogni mezzo -3. La situazione, in questo scenario di criticità diffusa, si fa particolarmente delicata lungo la costa tirrenica: a Paola, il maltempo sta mettendo a dura prova un tratto di lungomare dove i marosi, spinti da un vento incessante, minacciano direttamente la linea ferroviaria, un punto già segnato dalla precedente ondata di maltempo e dove dal dicembre scorso sono in corso interventi di rafforzamento della costa che ora appaiono quanto mai necessari -4.
Zumpano nella morsa del Crati e il grido d'allarme dalla costa reggina
L'emergenza idrogeologica non risparmia alcuna zona, e nella piana di Zumpano il fiume Crati ha abbandonato il suo letto, costringendo il sindaco a firmare un'ordinanza di chiusura per le attività commerciali della zona, un provvedimento drastico che testimonia la violenza con cui l'acqua si è ripresa i suoi spazi durante la notte tra il 12 e il 13 febbraio, quando il rumore del vento accompagnava la piena -4. A Reggio Calabria, l'attenzione si sposta inevitabilmente sul fronte del mare. In un sopralluogo effettuato sul Lungomare Falcomatà, si sono potuti constatare i danni ingenti provocati dalle mareggiate: centinaia di sanpietrini sono stati divelti dalla furia delle onde e le strutture balneari del cosiddetto chilometro più bello d'Italia hanno riportato danni gravissimi, con ripercussioni economiche pesantissime per gli imprenditori che hanno investito sul lungomare -2. Lo scenario, con l'acqua che ha invaso le aree pedonali, è quello di una costa che subisce passivamente la forza di una natura scatenata.
La macchina dei soccorsi e il territorio sotto pressione
In questo contesto di criticità, l'impegno delle forze dell'ordine e dei soccorritori è totale. I carabinieri, come documentato in diverse località, stanno operando in sinergia con i vigili del fuoco, l'ANAS e la protezione civile per delimitare le aree a rischio e ripristinare la viabilità dove possibile, come avvenuto a Fossato Serralta dove la statale 109 era stata bloccata da una frana -1-9. A Catanzaro città, oltre ai problemi noti della viabilità, si sono registrati cedimenti strutturali: in via Molè il crollo di un muro di cinta nei pressi del sottopasso che porta a Germaneto ha richiesto l'intervento immediato delle pattuglie per mettere in sicurezza l'area e regolare il traffico -5. A tutto ciò si aggiunge la caduta di un enorme masso in via Barlaam da Seminara, finito direttamente sulla carreggiata dopo essersi staccato dal costone -5. Il territorio, reso fragile da decenni di dissesto idrogeologico non adeguatamente curato, mostra tutte le sue ferite di fronte all'ennesima emergenza meteo, con la popolazione che affronta notevoli disagi e gli imprenditori costretti a fare i conti con danni che mettono a rischio la loro attività.




