Il ciclone Ulrike sulla Calabria tirrenica: allerta arancione, scuole chiuse e venti che superano i centotrenta chilometri orari
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’approfondimento della depressione atlantica sul mar Tirreno ha generato un vortice ciclonico, al quale i tecnici della Protezione civile hanno assegnato il nome di Ulrike, che nelle prossime ore si abbatterà sulla fascia occidentale della Calabria con un’intensità che, per alcuni parametri barici, non si registrava da diverso tempo -2-7. La Sala operativa regionale, diretta da Domenico Costarella, ha diramato nella tarda serata di ieri il bollettino di criticità idrogeologica e idraulica che per l’intera giornata di giovedì 12 febbraio 2026 classifica come arancione le zone omogenee Cala 1, 2, 3 e 4, corrispondenti all’intero versante tirrenico che dal Cosentino scende giù fino all’area metropolitana dello Stretto, mentre sulle zone ioniche – dalla Locride al Basso Ionio cosentino, passando per il Catanzarese – il livello di allerta resta giallo, con una raccomandazione comunque alla massima prudenza -2-6.
La perturbazione, che nel suo rapido approfondimento sul bacino compreso tra le coste laziali e quelle nord-orientali della Sicilia, ha toccato valori pressori prossimi ai 985 ettopascal, innescherà un regime di venti occidentali da burrasca forza 8 con raffiche che, lungo i crinali appenninici e nelle valli strette del Vibonese e del Reggino, potranno localmente superare i 130 chilometri orari: un dato, quest’ultimo, che porta con sé il rischio concreto di danni diffusi alle coperture, alle impalcature e alle alberature, già messe a dura prova dalle piogge insistenti delle settimane precedenti -2-7.
Onde alte sei metri e il rischio mareggiate lungo i comuni costieri già vulnerabili
Non è soltanto il vento a tenere in allerta i sindaci. Il Centro funzionale multirischi dell’Arpacal ha segnalato, nel messaggio di allertamento unificato protocollato nella mattinata odierna, un peggioramento delle condizioni del moto ondoso lungo tutto il litorale che da Amantea scende verso sud: si attendono, dalla tarda mattinata di domani, onde di libeccio che sulla scala Douglas raggiungeranno i 5 o 6 metri di altezza significativa, con frangenti che si abbatteranno su tratti di costa già segnati dall’erosione e dalla riduzione della spiaggia emersa -2-7. I comuni di Falerna, Gizzeria e Nocera Terinese, nel catanzarese tirrenico, hanno predisposto il monitoraggio costante del litorale, memori delle mareggiate che negli inverni passati hanno divelto i muretti del lungomare e reso inagibili alcuni stabilimenti balneari -2-3.
L’elenco delle scuole chiuse e le ordinanze sindacali tra Cosenza e Reggio
L’ondata di provvedimenti formali, concretizzatasi in una raffica di ordinanze firmate dai primi cittadini nel corso delle ultime ore, ha portato alla sospensione delle attività didattiche in presenza in almeno una dozzina di comuni, con la quasi totalità delle amministrazioni che ha optato per la chiusura totale degli istituti di ogni ordine e grado, pubblici e paritari, compresi i servizi educativi per la prima infanzia e, nel caso specifico del comune di Rende, le sedi universitarie dell’Unical ricadenti entro i confini comunali -1-8. Il sindaco facente funzione di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, ha firmato l’ordinanza numero 24 disponendo la serrata dei plessi scolastici per l’intera giornata di domani: una misura che nella città dello Stretto si estende anche ai nidi e che rientra in una strategia più ampia di prevenzione, attivata contestualmente all’apertura del Centro operativo comunale, il quale seguirà ora per ora l’evoluzione di Ulrike -6.
Risale invece alla tarda mattinata l’ordinanza con la quale il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, ha disposto non soltanto la chiusura delle scuole, bensì anche il divieto di accesso a parchi, ville e cimiteri, invitando la cittadinanza a mettere in sicurezza gli oggetti esposti su balconi e terrazzi; a Guardia Piemontese, nel Cosentino, la precauzione si è spinta fino a giovedì 13, nella consapevolezza che la finestra di maltempo potrebbe rivelarsi più lunga del singolo giorno -2-9. L’elenco dei comuni che hanno già formalizzato la chiusura comprende, oltre ai già citati centri, le realtà di Lago, Bisignano, San Lucido, Longobardi, Arena e Amantea, ai quali si aggiungono anche le realtà di dimensioni minori che hanno recepito l’allerta arancione con ordinanze contingibili e urgenti -1-3.
Il reticolo idrografico minore e le fragilità di un territorio saturo
Ciò che rende la perturbazione particolarmente insidiosa non è tanto l’intensità dei singoli fenomeni, per quanto essa sia oggettivamente ragguardevole, quanto piuttosto la saturazione dei suoli che le precedenti precipitazioni di gennaio e inizio febbraio hanno lasciato in dote. I bacini del versante tirrenico, molti dei quali presentano un regime torrentizio con tempi di corrivazione estremamente rapidi, potrebbero reagire con innalzamenti repentini dei livelli idrometrici: la nota della Protezione civile cita esplicitamente il pericolo di esondazioni per i fiumi con bacino idrografico di dimensioni rilevanti, senza trascurare il reticolo secondario, spesso tombinato e canalizzato in modo irregolare nelle aree urbanizzate -1-6. La provincia di Vibo Valentia, già alle prese con la chiusura della SP 83 tra Daffinà e Parghelia dal 7 gennaio e con il cedimento di una scarpata sulla SP 58 a Filadelfia, incrocia ora le dita affinché le nuove piogge non riattivino i movimenti franosi lungo i versanti instabili delle Serre -2.




