La Calabria nel cuore di Ulrike: allerta arancione, raffiche da 140 km/h e il rischio idrogeologico di una terra già satura
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Redazione Interno
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Dopo le piogge di Harry, ecco il vento e le mareggiate di Ulrike: è un inizio di febbraio implacabile per la Calabria, che oggi si trova ad affrontare un nuovo, violento ciclone atlantico -1-5. La Protezione Civile regionale, diretta da Domenico Costarella, ha diramato un bollettino che non lascia spazio a interpretazioni, ponendo sotto massima attenzione – con allerta arancione – l’intera fascia tirrenica, dal Cosentino fino al Reggino, mentre sul versante ionico, seppur classificato con codice giallo, l’attenzione rimane comunque elevata per via di possibili sconfinamenti dei temporali e dei temuti venti di caduta -1-8.
Ciò che rende questa perturbazione, battezzata Ulrike, particolarmente insidiosa non è tanto la potenza istantanea, quanto il contesto in cui va a inserirsi. Il terreno, infatti, è già stato ampiamente compromesso dalle precipitazioni che non danno tregua da metà gennaio; i rilievi e i centri urbani, con versanti franosi cronicamente instabili, si trovano ora in una condizione di saturazione idrica che trasforma ogni nuova goccia in un fattore di rischio concreto per smottamenti e colate di fango -3-5. L’allarme, ha spiegato Costarella – il quale proprio ieri era in audizione alla Camera per illustrare la crisi idrogeologica calabrese – non scaturisce esclusivamente dagli accumuli previsti, che potrebbero raggiungere localmente i 150 millimetri, ma anche dalla persistenza del maltempo e dall’incapacità ormai strutturale del terreno di assorbire ulteriori quantitativi d’acqua -1-8.
Venti di burrasca e onde alte sei metri: il Tirreno si prepara alla furia del mare
Se la pioggia flagella l’entroterra, lungo le coste tirreniche il pericolo assume le sembianze di onde alte fino a sei metri e raffiche che, sulle aree montuose e nei tratti più esposti, potrebbero toccare picchi di 140 chilometri orari -1-8. Non si tratta di semplici rinforzi: i modelli previsionali parlano di venti di burrasca forte, con raffiche da tempesta capaci di sradicare alberature, divellere strutture provvisorie e rendere pericolosissima la sosta nelle aree portuali e sui lungomari. La Sala Operativa regionale, attiva h24, ha già diramato raccomandazioni precise: evitare assolutamente le zone costiere, non sostare sotto le alberature e mettere in sicurezza vasi, tende e oggetti su balconi e terrazzi -3. Il mare, già agitato nei giorni scorsi, potrebbe causare ulteriori danni all’erosione dei litorali, aggravando una situazione che in molti comuni della fascia tirrenica, come Nocera Terinese e Falerna, era già critica -8.
Scuole chiuse e ordinanze: la macchina precauzionale si mette in moto
Di fronte all’avanzare di Ulrike, i primi cittadini non hanno atteso l’aggravarsi della situazione per intervenire. A Vibo Valentia il sindaco Enzo Romeo ha firmato un’ordinanza che, oltre a disporre la chiusura di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado – asili nido compresi – ha esteso il provvedimento a parchi pubblici, giardini e cimiteri, imponendo ai cittadini l’obbligo di evitare gli spostamenti non necessari -8. Stessa linea adottata a Reggio Calabria, dove il vicesindaco facente funzione ha firmato la chiusura delle scuole per l’intera giornata, unitamente alla interdizione delle aree verdi come la Villa Comunale e il Parco Botteghelle, ritenute a rischio per le forti raffiche attese -4. L’elenco dei comuni che hanno optato per la sospensione delle lezioni si allunga di ora in ora: da Lamezia Terme a Rende, da Falerna a Gizzeria, fino a Guardia Piemontese, dove il provvedimento è stato esteso anche alla giornata successiva -8.
Infrastrutture sotto stress e ferrovie a rischio: la fragilità di una viabilità esposta
Parallelamente alle misure di protezione civile, cresce la preoccupazione per la tenuta delle infrastrutture. La linea ferroviaria, sia sulla tirrenica che sulla jonica, corre per lunghi tratti a pochi metri dalla battigia e le mareggiate previste – si parla di onde che potrebbero infrangere violentemente gli argini – rischiano di interrompere i collegamenti o di richiedere sospensioni precauzionali del servizio -5. Le strade provinciali, specialmente nel Vibonese e nel Catanzarese, vivono una fase di continua emergenza: gli smottamenti e i cedimenti dei muri di contenimento, verificatisi già nelle scorse settimane lungo arterie come la SP 58 a Filadelfia o la SP 83 tra Daffinà e Parghelia, rappresentano ferite aperte che ogni nuova perturbazione riattiva, rendendo vani gli interventi tampone eseguiti in somma urgenza -8. Il sistema, insomma, regge ma sotto un carico di stress diventato ormai insostenibile, e la Protezione Civile ribadisce l’invito a limitare gli spostamenti e a informarsi solo attraverso i canali ufficiali, nella consapevolezza che il peggioramento – previsto per le prossime ore – potrebbe portare con sé ulteriori criticità -3.




