Il ciclone Jolina tiene in scacco la Calabria, a Crosia si sfiora la catastrofe con frane ed esondazioni
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Redazione Interno
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La furia del ciclone Jolina, che si è abbattuto sulla Calabria con una violenza inaudita, ha letteralmente paralizzato vaste aree della regione, concentrando i suoi effetti più devastanti lungo la fascia jonica cosentina dove la terra, satura d'acqua, ha cominciato a cedere in più punti. Il quadro che emerge dai primi sopralluoghi e dalle testimonianze dei residenti è a tinte fosche: si contano danni ingentissimi, con la viabilità provinciale e comunale letteralmente in ginocchio e interi nuclei familiari costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha immediatamente convocato un vertice in Prefettura al quale hanno preso parte i primi cittadini dei comuni interessati, i rappresentanti delle forze dell'ordine e i delegati degli enti preposti alla gestione del territorio, nel tentativo di coordinare un piano di interventi che appare fin da subito complesso, data l'estensione dei disagi. L'attenzione, durante la riunione, si è focalizzata in particolare sulle arterie stradali, molte delle quali risultano impercorribili a causa di smottamenti e allagamenti che hanno isolato diverse realtà, tra cui alcuni centri della fascia del Reventino e il comune di Marcedusa, dove la popolazione si trova di fatto tagliata fuori dal resto della provincia.
La paura dei cittadini e il dramma a Crosia tra fango e case evacuate
Se nel catanzarese la situazione è critica, è nel cosentino che il ciclone ha mostrato il suo volto più spietato. Il territorio di Crosia, e in particolare la frazione di Mirto, è stato letteralmente travolto dall'onda di piena dei fiumi Trionto e Fiumarella, i quali, non riuscendo più a contenere la portata d'acqua, hanno superato gli argini seminando il panico. «Siamo terrorizzati, è un disastro»: con queste parole, cariche di sconforto, un cittadino di Crosia ha descritto la scena che si è parata davanti ai suoi occhi, con l'acqua e il fango che hanno invaso i piani bassi delle palazzine e gli scantinati, distruggendo in pochi minuti oggetti e ricordi. La furia dell'acqua non ha risparmiato né il centro storico né la zona marina, e la situazione è degenerata al punto che il terreno, ormai fradicio, ha provocato una frana nelle vicinanze di alcune case popolari. Un cedimento che ha reso inevitabile l'evacuazione precauzionale di circa ottanta persone, con il comune che ha dovuto attivare in tutta fretta le procedure di emergenza per garantire un tetto a chi è stato costretto a lasciare i propri averi. La statale 106, arteria vitale per l'intera area, è finita sott'acqua in più tratti, rimanendo bloccata e trasformandosi in una trappola per alcuni automobilisti, rimasti intrappolati con le proprie vetture.
Soccorsi eroici in elicottero per salvare un uomo isolato dalle acque
Le operazioni di soccorso, coordinate dai vigili del fuoco, sono state incessanti per ore e hanno richiesto l'impiego di mezzi straordinari, a dimostrazione della gravità di un'emergenza che ha messo a dura prova la macchina dei soccorsi. Un intervento, in particolare, ha richiesto l'utilizzo dell'elicottero del reparto volo di Salerno, il cosiddetto Drago VF165, per trarre in salvo un uomo rimasto completamente isolato in contrada Fossa, nel territorio di Corigliano-Rossano. La zona, completamente allagata e trasformata in una distesa d'acqua, era diventata inaccessibile ai mezzi di soccorso tradizionali. L'abitante, bloccato nella sua proprietà e per di più bisognoso di cure mediche urgenti, è stato agganciato e recuperato dai tecnici del nucleo fluviale, i quali, calatisi dall'alto, lo hanno poi affidato alle cure del personale sanitario del 118 che ne ha disposto il immediato trasferimento in ospedale. Non è stato l'unico caso di persone in difficoltà, visto che in molti, sorpresi dall'improvviso innalzamento del livello dell'acqua, sono rimasti bloccati all'interno di auto o abitazioni, richiedendo l'intervento di squadre fluviali impegnate su molteplici fronti. Il bilancio, al momento, parla di centinaia di interventi in coda, con i vigili del fuoco del comando di Cosenza che hanno dovuto raddoppiare i turni di lavoro per far fronte a un numero di richieste d'aiuto che non accenna a diminuire, costringendo gli stessi soccorritori a muoversi in un contesto di viabilità quasi del tutto compromessa.




