Maltempo al centro-sud, frane e fiumi esondati: centinaia gli sfollati. E la Calabria conta i 126 eventi estremi dal 2011
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Redazione Interno
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L’Italia, in queste ore, si trova a fare i conti con una ferita idrogeologica che non smette di sanguinare, soprattutto lungo la fascia adriatica dove il ponte della Statale sul Trigno – crollato nelle acque gonfie del fiume – è diventato il simbolo di una devastazione annunciata. Fiumi esondati, colate di fango e frane stanno costringendo centinaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni; una situazione, questa, che si ripercuote con violenza maggiore al centro-sud, mentre al nord, paradossalmente, si comincia già a guardare con apprensione alla prossima emergenza idrica, complice uno scarso innevamento e precipitazioni quasi assenti nell’area orientale.
Acqua e fango, il sud allagato mentre il nord teme la siccità estiva
A poco meno di due mesi dall’inizio della stagione calda, il Paese appare spaccato in due da un destino meteorologico che alterna eccessi e penuria. Da un lato, le regioni del centro-sud – in particolare Abruzzo, Molise e Puglia – sono state flagellate dall’ultima ondata di maltempo: non solo il Trigno è straripato, ma interi comprensori agricoli e urbani si ritrovano sommersi, con le squadre di soccorso impegnate a raggiungere frazioni isolate. Dall’altro lato, il nord Italia, e specialmente il suo versante orientale, vede profilarsi all’orizzonte una crisi idrica che rischia di compromettere irrigazione e approvvigionamento domestico.
Calabria nel mirino, Legambiente: 126 eventi estremi dal 2011 a oggi
A fornire un quadro numerico, seppur parziale, della fragilità territoriale è l’Osservatorio Città Clima di Legambiente. L’associazione ha ricostruito come, dal 2011 fino a fine marzo 2026, nelle sole regioni adriatiche e del sud (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) si siano verificati 794 eventi meteo estremi capaci di danneggiare in modo significativo il territorio. Un dato che, letto in controluce, restituisce la frequenza quasi ordinaria di alluvioni, mareggiate e frane. E la Calabria, da sola, conta 126 di questi episodi: «Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze», hanno commentato, in un passaggio che sottolinea l’assenza di strategie preventive durature.
Tra omicidi e violenze, il filo nero della cronaca giudiziaria
Mentre la natura colpiva senza sosta, le aule di giustizia e le strade hanno continuato a raccontare storie altrettanto drammatiche. A Rimini, la Procura ha convocato a sorpresa Loris e sua moglie nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio di Pierina Paganelli; un atto investigativo che si inserisce in un mosaico ancora denso di ombre. Sempre in tema di violenza di genere, un uomo appena uscito dal carcere ha accoltellato l’ex moglie, rea – a suo dire – di non voler tornare con lui. La sorella della vittima ha raccontato l’accaduto, confermando la dinamica di una recrudescenza che nulla sembra frenare.
E ancora, nel Vibonese, si indaga nella cerchia di amici e familiari per la morte di una mamma e della figlia, mentre il professor Fineschi ha specificato – a proposito di un altro caso tossicologico – che «tracce di ricina sui capelli? Servono settimane di ingestione». Un dettaglio, quest’ultimo, che riapre scenari complessi. A chiudere il quadro, un incidente domestico: una donna di 76 anni è morta dopo che un cortocircuito partito dal frigo ha incendiato la sua vestaglia; e la colazione di Chiara Poggi, ricostruita attraverso gli alimenti consumati, diventa un tassello per gli esperti intenti a definire con precisione l’orario della sua morte.




